Ed ora siamo arrivati davvero alla fine. A quasi un mese dalla fine del campionato, siamo giunti al termine anche della nostra rubrica di fine stagione; quella che rende omaggio all'incoronazione del nuovo campione della nostra lega. Per tante volte questo articolo ha avuto protagonisti Massimiliano o Luca; stavolta no. Quella appena conclusasi è stata la stagione di Gianmarco, dell'incredibile vittoria di una squadra che, da debuttante, è riuscita a mettersi alle spalle tutti gli avversari con i loro altisonanti nomi e ingobranti bacheche. In passato, a vincere al primo tentativo, ci sono riusciti già Matteo e Francesco; ma per il primo si tratta di un'altra era geologica (esattamente dieci anni..), e per il secondo di un'altra storia. Perché Francesco, dopo cinque anni di B e precedenti esperienze in A da coadiuvante, era approdato in una Serie A dove tutti lo conoscevano e già lo rispettavano. Gianmarco no. Lui è partito da zero, debuttando ormai quattro anni fa nell'anonima e periferica Serie D della nostra lega; è riuscito a prevalere sia lì che in Serie C, giungendo così tra i cadetti e infine, nel massimo campionato. Il tutto senza fermarsi mai, davanti a nessun ostacolo. In qualche modo, Gianmarco ce l'ha sempre fatta, è sempre riuscito ad ottnere ciò che voleva, puntando e mirando sempre più in alto. E più proseguiva, e più la scia di nemici sconfitti si allungava; nemici che il più delle volte si sono ritrovati a cambiare atteggiamento nei suoi confronti passando spesso dalla diffidenza alla riconoscenza di aver avuto di fronte un avversario superiore o quantomeno davvero davvero forte. Perché Gianmarco, sin dall'inizio, non si mostra certo simpatico. Un pò spaccone, un pò troppo sicuro di sé, Gianmarco non ha mai nascosto le proprie ambiziosi; e questo probabilmente al primo approccio lo ha reso abbastanza antipatico. Tuttavia, dopo un anno trascorso con lui, ci si accorge sempre troppo tardi che quella sicurezza di sé, spesso confusa con mancanza di umiltà, derivava invece da bravura e competenze veramente al di fuori del comune. In questa lega non si passa dalla D alla A in quattro anno come fosse niente; e non si arriva qui in A vincendo lo scudetto con altrettanta facilità. Se Gianmarco ce l'ha fatta è perché ha capacità eccezionali. Giovane, motivato, ambizioso e, soprattutto, di successo: è il profilo perfetto per il più classico esempio di genio e sregolatezza. Ginamarco è un personaggio che vive a tutta velocità; ed ha bisogno di vivere così. Ha bisogno di continue motivazioni per restare quel che è, e il nostro sistema di lega piramidale è stato il contesto ideale in cui potersi affermare. Ed ora che è giunto all'apice, ci domandiamo se riuscirà a troversi nuove motivazioni per restare "vivo". Di sicuro, l'ingresso in Europa sarà un grande stimolo e una nuova sfida tutta da affrontare e proprio per questo, possiamo scommetterci: Gianmarco non ha ancora finito di stupirci. Complimenti campione!
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giovedì 22 giugno 2017
Genio e sregolatezza, è il trionfo di Gianmarco
Ed ora siamo arrivati davvero alla fine. A quasi un mese dalla fine del campionato, siamo giunti al termine anche della nostra rubrica di fine stagione; quella che rende omaggio all'incoronazione del nuovo campione della nostra lega. Per tante volte questo articolo ha avuto protagonisti Massimiliano o Luca; stavolta no. Quella appena conclusasi è stata la stagione di Gianmarco, dell'incredibile vittoria di una squadra che, da debuttante, è riuscita a mettersi alle spalle tutti gli avversari con i loro altisonanti nomi e ingobranti bacheche. In passato, a vincere al primo tentativo, ci sono riusciti già Matteo e Francesco; ma per il primo si tratta di un'altra era geologica (esattamente dieci anni..), e per il secondo di un'altra storia. Perché Francesco, dopo cinque anni di B e precedenti esperienze in A da coadiuvante, era approdato in una Serie A dove tutti lo conoscevano e già lo rispettavano. Gianmarco no. Lui è partito da zero, debuttando ormai quattro anni fa nell'anonima e periferica Serie D della nostra lega; è riuscito a prevalere sia lì che in Serie C, giungendo così tra i cadetti e infine, nel massimo campionato. Il tutto senza fermarsi mai, davanti a nessun ostacolo. In qualche modo, Gianmarco ce l'ha sempre fatta, è sempre riuscito ad ottnere ciò che voleva, puntando e mirando sempre più in alto. E più proseguiva, e più la scia di nemici sconfitti si allungava; nemici che il più delle volte si sono ritrovati a cambiare atteggiamento nei suoi confronti passando spesso dalla diffidenza alla riconoscenza di aver avuto di fronte un avversario superiore o quantomeno davvero davvero forte. Perché Gianmarco, sin dall'inizio, non si mostra certo simpatico. Un pò spaccone, un pò troppo sicuro di sé, Gianmarco non ha mai nascosto le proprie ambiziosi; e questo probabilmente al primo approccio lo ha reso abbastanza antipatico. Tuttavia, dopo un anno trascorso con lui, ci si accorge sempre troppo tardi che quella sicurezza di sé, spesso confusa con mancanza di umiltà, derivava invece da bravura e competenze veramente al di fuori del comune. In questa lega non si passa dalla D alla A in quattro anno come fosse niente; e non si arriva qui in A vincendo lo scudetto con altrettanta facilità. Se Gianmarco ce l'ha fatta è perché ha capacità eccezionali. Giovane, motivato, ambizioso e, soprattutto, di successo: è il profilo perfetto per il più classico esempio di genio e sregolatezza. Ginamarco è un personaggio che vive a tutta velocità; ed ha bisogno di vivere così. Ha bisogno di continue motivazioni per restare quel che è, e il nostro sistema di lega piramidale è stato il contesto ideale in cui potersi affermare. Ed ora che è giunto all'apice, ci domandiamo se riuscirà a troversi nuove motivazioni per restare "vivo". Di sicuro, l'ingresso in Europa sarà un grande stimolo e una nuova sfida tutta da affrontare e proprio per questo, possiamo scommetterci: Gianmarco non ha ancora finito di stupirci. Complimenti campione!
martedì 20 giugno 2017
L'intramontabile Luca continua a splendere
Passano gli anni, trascorrono le stagioni, ma lui è sempre là. Tra i migliori. Luca non si discute, si ammira. Luca è davvero intramontabile, un fenomeno senza tempo. Dopo il podio mancato dello scorso anno, il quarto posto che rappresenta anche il risultto peggiore di sempre (!!), Luca è tornato dove è giusto che sia, sul podio. I numeri, tocca aggiornarli continuamente, sono pazzeschi; e per lui si tratta del dodicesimo podio in quattordici stagioni. Gli basta? Ovviamente no. E' la settima volta che finisce secondo in campionato; e questa posizione oramai inizia un pò scocciarlo. Quattro scudetti sono davvero tanta roba, ma pensare che per altre sette volte è andato vicino a conquistare il titolo più ambito di ogni fantallenatore ceccanese.. bè, un pò di rabbia viene. I trofei in carriera, "solamente" sei, non rendono onore a questo campione. Il recordman di punti in Serie A e di giornate vissute da capolista gridano quasi vendetta, perché meriterebbero maggiore peso nella classifica dei trofei vinti. Ma al di là di questo, quel che conta è che Luca anche quest'anno è stato lì, a lottare con il meglio del meglio del nostro fantacalcio. E' stata una stagione, l'ennesima, in cui abbiamo potuto ammirare il suo talento e la sua competenza al suo massimo splendore. Determinato e imbattibile quando c'è da imporsi all'asta per il suo obiettivo numero uno (Higuain), Luca ha dimostrato il suo proverbiale fiuto in acquisti come sempre decisivi (vedasi Caldara e Conti) e capaci di cambiare il destino di un campionato. Come spesso gli capita ci ha messo un pò di tempo per carburare e far giocare i suoi alla sua maniera, ma una volta delineata la sua rosa l'ha fatta galoppare senza sosta. Campione di costanza e continuità, è sempre stato lì, a giocarsi le posizioni migliori. E anche quando inciampava in qualche weekend non eccezionale, nessuno di noi ha mai dubitato nel suo ritorno, nel suo imporsi nuovamente all'attenzione. Gianmarco, Francesco ed Emiliano, ma anche Michele / Massimo e Massimiliano sono stati davvero degli ossi duri, ma alla fine Luca è arrivato davanti praticamente a tutti. Solo Gianmarco gli è sfuggito, ma per lui questa è stata una stagione davvero eccezionale come in passato è capitato a Matteo, Mario e Francesco. Era la sua stagione e nessuno probabilmente poteva impedirgli di raggiungere l'apoteosi. Tuttavia, Luca è stato anche per lui l'ultimo scoglio da superare, il più difficile. Luca rappresenta praticamente sempre il vero banco di prova per chi voglia entrare nella storia; da semplice partecipante si è elevato a giudice supremo ed artefice del destino degli aspiranti leader. Quando si arriva a lottare con lui, si capisce che si è davvero ad una svolta, e batterlo equivale ad entrare nella ristrettissima élite di questa lega sempre più partecipata, combattuta e competitiva. Anche quest'anno l'obiettivo, l'unico davvero che conta, è sfumato. Non sfumerà mai, però, il timore ed il rispetto di tutti nei suoi confronti; perché Luca non deve più vincere per dimostrare qualcosa, lo ha già ampiamente fatto la sua storia. Al prossimo anno, campione!
venerdì 16 giugno 2017
Terzo podio per Francesco, il mago dell'alta quota
Se è difficilissimo nella nostra lega arrivare ai vertici, alla punta di questo monumentale iceberg fantacalistico, ancora più difficile è rimanervi. Se due anni fa esaltavamo Francesco per la straordinaria vittoria del suo scudetto, quest'anno dovremmo celebrarlo probabilmente ancora di più per quello che è riuscito a fare. Purtroppo si sà, è sempre quasi solamente il primo ad essere ricordato e santificato (e anche noi, nostro malgrado, siamo sottomessi a questo diktat); ma personalmente penso davvero che Francesco, quest'anno, abbia fatto anche qualcosa di più che vincere uno scudetto. Ero uno dei pessimisti nei suoi confronti, lo ammetto. Uno di quelli che, dopo l'infortunio del pezzo da novanta della sua rosa, Milik, lo aveva già condannato in Serie B. Ma Francesco non è un fantamaneger qualunque. La sua sapienza nello gestire la squadra, la sua competenza in fatto di calcio e la sua esperienza sono degne di un vero campione che, nonostante frequenti la Serie A da appena tre anni, ne può ormai degnamente incarnare un pezzo d'anima. No, non era facile salvarsi quest'anno; ma Francesco ha saputo fare di più; ha saputo lottare per lo scudetto, nella stagione più competitiva di sempre, e ritrovarsi addirittura primo a centottanta minuti dalla fine. Mai un calo, mai un cedimento, mai una vera crisi, nonostante emergenze, infortuni, mancanze di alternative ed una rosa in attacco davvero troppo corta sembrava che lasciassero presagire una sua imminente, fragorosa, caduta. Non è mai arrivata. Anzi, ha sempre rilanciato la sua andatura, spinta da un Immobile eccezionale e da colpi che a torto qualcuno potrà definire fortuiti (Parolo o Falcinelli) ma che sono invece il frutto di una innata capacità nel leggere le situazioni nel mondo del calcio; e che hanno portato Francesco ad una stagione sempre ai vertici, senza mai scendere sotto la quarta posizione e sempre invischiato nelle turbolenti, agitati ma anche appassionanti sorpassi e controsorpassi in vetta alla classifica. Insomma, Francesco è stato l'autore di un vero e proprio capolavoro. Se poi andiamo a vedere i numeri allargandoli alle ultime tre stagioni, quelle della Serie A, la cosa si fa ancora più pazzesca: Francesco ha conquistato infatti il suo terzo podio consecutivo in tre anni; cosa che neanche Luca e Massimiliano sono riusciti a fare. E' vero; l'unica pecca sono probabilmente i zero titoli conquistati negli ultimi due anni, nonostante due stagioni di ottimi livello. Ma a questo si può sempre rimediare. Complimenti davvero!
lunedì 12 giugno 2017
Emi non va per il sottile, con la coppa è quarto di buon grado
Continua la rubrica di fine stagione e continuiamo a risalire la classifica. Oggi siamo a commentare la quarta posizione di Emiliano, che nonostante il podio sfumato non può che essere soddisfatto di questa sua stagione, la quattordicesima, nella massima serie. Emiliano, infatti, è riuscito per il secondo anno consecutivo a fare quello che per dodici anno non era riuscito a fare, vincere un trofeo. Questa volta, dopo la Coppa Italia dello scorso anno, è toccata alla Coppa di Lega, un trofeo conquistato con le unghie e con i denti a discapito di Massimiliano al culmine di una rimonta a dir poco incredibile. E così, la bacheca che per troppi anni era stata desolatamente vuota, inizia davvero a riempirsi. E pensare che la stagione si era aperta con il peggiore degli auspici, con l'ennesima (la settima) finale perse in carriera. Ironia del destino, è stato proprio Massimiliano a portargliela via. In mezzo, c'è stata una stagione di Emiliano vissuta in modo un pò altilenante ma sempre nel vivo della classifica. Dopo i primi quindici turni in cui è stato abbastanza coperto, Emiliano è uscito fuori con l'arrivo dell'inverno, imponendosi stabilmente sul podio e rientrando nel ristretto gruppo, con Gianmarco, Luca e Francesco degli aspiranti allo scudetto. La svolta sembra arrivare però soltanto ventotessima giornata, quando Emiliano realizza il punteggio record di sempre in Serie A (102.5) e ottiene la prima posizione. Sembrava la premessa per la prima fuga dell'anno, ma nel giro di qualche giornata viene prima ripreso e poi estromesso dal podio. La parte finale del campionato è quindi vissuta un pò in affanno per Emiliano, che ha ormai esaurito tutte le proprie energie e riesce solamente con un ultimo colpo di reni a difendere la sua quarta posizione dal ritorno in pompa magna di Michele e Massimo. Ma dopotutto, va bene anche così: quando si porta a casa un trofeo non ci si può davvero lamentare.
sabato 10 giugno 2017
Michele e Massimo non cambiano, restano in A!
mercoledì 7 giugno 2017
Massimiliano, non può essere tutto qui!
Se il ciclo del primo grande Massimiliano è durato quasi un lustro, il secondo, che ha toccato vette se possibili ancora più alte con il record di punti in campionato, e il triplete con la Coppa di Lega e soprattutto la Champion's League, è durato appena un anno. Ufficialmente, Massimiliano in questa stagione porta a casa due titoli (e scusate se è poco); ma si tratta delle due supercoppe, della nostra lega e della FFE, giocate ad agosto e settembre. Per il resto, arriva una disastrosa campagna europea (e mondiale), una coppa di lega persa non certo alla Massimiliano (con due sconfitte nelle ultime due giornate che hanno permesso una incredibile rimonta ad Emiliano) e il peggior risultato in campionato da undici anni a questa parte. Insomma, una stagione assolutamente non da Massimiliano. Tanti i fattori che hanno influito su un'annata così negativa, dove addirittura si è rischiato di retrocedere. Innanzitutto, per sua stessa ammissione, un pò di presunzione, spavalderia e sottovalutazione degli avversari. Era anche un pò fisiologico riporre una smisurata fiducia nei propri mezzi dopo una stagione incredibile come la scorsa, ma nella nostra lega queste cose si pagano. Secondo, il madornale errore compiuto all'asta, con lo sforamento e il necessario sacrificio di Salah, seguito poi da quello della vendita di Icardi nel famoso scambio con Mario (ma qui si potrebbe anche discutere sul fatto se ci abbia veramente perso). Terzo, è stato vittima, un pò come Alessandro, di questa stagione anomala: eh si, perché ritrovarsi senza attaccanti di peso nell'anno record dei gol in Serie A è davvero mortificante. Aggiungiamoci poi l'incredibile sfortuna pagata a livello di infortuni, e la difficoltà nel raccapezzarsi nei tantissimi impegni in cui era chiamato in causa... ecco che una stagione a vuoto è più che giustificabile. Oltretutto, se una stagione in cui si realizzano 1798.5 punti deve essere considerata negativa... bè, non possiamo davvero attribuire eccessive colpe a Massimiliano, che il suo lo ha fatto eccome. Resta però l'amarezza per un'annata che poteva essere diversa, e che poteva davvero segnare un passo epocale nella sua carriera. Starsene lì, impotente, a guardare altri che si giocano lo scudetto è stato per Massimiliano, ne siamo sicuri, davvero straziante. E siamo convinti di ciò al punto che crediamo che Massimiliano vorrà a tutti i costi tornare a fare il Massimiliano da subito, sin dalla prossima stagione; quella del riscatto. Ragazzi, spero che quest'anno vi siate divertiti; perché il prossimo tornerete a fare i conti con lui!
lunedì 5 giugno 2017
La caduta di Mario ed Alessandro
A fine stagione, è tempo di verdetti e di bilanci che trascriviamo a futura memoria qui, nella classica e ormai celebre rubrica di fine anno. L'articolo più mesto della stagione, quello che tutti vorrebbero evitare, è ovviamente questo qui, quello dedicati alle due retrocessioni dell'anno. Vi capitano due squadre che purtroppo hanno già vissuto in passato questi momenti: Mario ed Alessandro. Sono loro le prime vittime di questa assurda e pazza stagione, percorsa a ritmi incredibili e mai conosciuti prima di oggi. Mario ed Alessandro raccolgono oggi i frutti di una stagione storta e sfortunata, ma dove si sono commessi anche errori che qui, in Serie A, spesso si pagano a caro prezzo. Mario paga innanzitutto l'assenza all'asta che non gli ha consentito, nonostante il prezioso aiuto di Gianluca, di avere la rosa dei suoi sogni che aveva immaginato. Ma paga anche una gestione della squadra un pò approssimativa e troppo distratta, perché troppe penalità non sono accettabili e perché se retrocedere fa male.. farlo avendo in attacco Icardi e il capocannoniere Dzeko (53 gol in due) è quasi inaccettabile. Mario aveva potenzialità altissime, e l'exploit di inizio stagione, dove era in lotta addirittura per la prima posizione, lo stanno a dimostrare: buttare un'annata in questo modo è davvero un peccato. Discorso diverso va fatto per Alessandro, che a fronte di una buona gestione della squadra paga come spesso è accaduto un'asta in cui non si riesce a prendere i giocatori di peso. Perché se tra i primi 33 giocatori della classifica cannonieri si possiedono solamente 3 giocatori (Kalinic, Defrel e Zapata) oltretutto presi tramite scambi a gennaio.. significa davvero che la rosa di partenza era di scarsissima qualità almeno in attacco; e in una stagione da record in quanto a gol, non si può sperare di salvarsi. Se a Mario è stata la gestione durante l'anno il vero problema, ad Alessandro la vera zappa sui piedi è stata anche questa volta l'asta, che a posteriori si è rivelata a dir poco pessima, al punto che neanche una buonissima gestione della squadra è riuscita a risollevare. Ed allora è questa l'amara verità: retrocedono i due partecipanti che hanno compiuto gli errori maggiori; niente sfortuna, iella o destino. Semplicemente, fatti. Non sarebbe giusto, tuttavia, equiparare le due situazioni, perché da una parte Mario aveva una ferrari che non ha saputo guidare; dall'altra, Alessandro si è invece ritrovato una 500 che ha spremuto fino all'osso ma che, dopo una incredibile rimonta (alla 31esima era quinto), ha fisiologicamente ceduto. In ogni caso, non siamo di fronte al funerale di questi storici manager, che non dimentichiamo fanno parte della ristrettissima élite degli scudettati e, insieme, possono vantare la bellezza di 13 trofei: no, Mario e Alessandro ripartiranno dalla B dove già in passato hanno ampiamente dimostrato di poter competere e vincere. Del resto, Mario è l'unico insieme ad Enrico ad avere già vinto la Serie B due volte, mentre Alessandro, oltre a detenere il record di giornate da capolista in Serie B, è l'unico a poter vantare due promozioni su due partecipazioni tra i cadetti. Insomma, c'èda scommetterci che il prossimo anno i favoriti per tornare tra i big-eight saranno ancora una volta loro.
sabato 27 maggio 2017
L'ultima del capitano, in un weekend che ricorderemo
E così siamo arrivati alla fine di questa straordinaria avventura. L'ultimo weekend della stagione porta sempre con sé un pizzico di malinconia e tristezza; è la fine di una stagione, di un cammino percorso insieme, di una pagina della nostra vita. Come successo già con Maldini, Del Piero, Javier Zanetti e molti altri, è arrivato il momento dell'addio anche per l'ultima vera bandiera del nostro calcio. Francesco Totti. In questi quattordici anni di fantacalcio è stato il vero protagonista delle nostre gioie e delle nostre amarezze; immancabile nel listone di agosto, è stata per noi una vera costante delle nostre aste. E il prossimo anno, non trovarlo più, sarà davvero strano. Ma gli anni passano, i cicli si chiudono, le ere finiscono. E Totti non può esserne esente. In questo weekend, per noi davvero speciale, vogliamo così dedicargli la copertina e ringraziarlo per averci fatto innamorare di un calcio d'altri tempi che noi non abbiamo conosciuto né conosceremo più. Che siate tifosi romanisti o meno, a Totti va riconosciuto il merito di aver amato una maglia, una squadra ed una città come nessuno in questi ultimi decenni ha fatto. E per noi è stato un onore averlo avuto nelle nostre fantasquadre. Ma sentamentalismi a parte, oggi si apre un weekend che ricorderemo anche per un altro motivo. Oggi si assegna lo scudetto numero quattordici della nostra storia; oggi si assegna lo scudetto più sudato, ambito e desiderato di sempre. A contenderselo sono ben tre squadre, addirittura tre generazioni fantacalcistiche che recriminano il loro posto nella storia e si giocheranno le loro carte fino all'ultimo minuto. Che sia la leggenda Luca, il portentoso Francesco o il giovane fenomeno Gianmarco a vincerlo, sarà in ogni caso uno scudetto che ricorderemo a lungo come il più combattuto e spettacolare di sempre. Frutto di una stagione pazzesca, probabilmente irripetibile, vissuta senza fermarsi un attimo e sempre a mille. In bocca al lupo ragazzi. Per la Lega Fantacalcio Ceccanese è un onore ed un vanto avervi tra le proprie fila. Che vinca il migliore!
domenica 21 agosto 2016
Un anello per domarli tutti
Il mondo è cambiato. Lo si sente dalle voci di gioia e/o sconforto al termine dell'asta, lo si avverte nell'aria. Molto di ciò che era si è perduto e alcune cose che non avrebbero dovuto essere dimenticate sono andate perdute. La citazione, a premessa di questo post, fa comprendere di ciò che sta accadento. La quattordicesima edizione della Serie A si preannuncia storica, campale, ricca di sorprese e scenari mai visti. L'asta ha ci ha consegnato delle rose che promettono un terremoto in lega. Massimiliano non è più il Re Mida del campionato, ma è tornato normale, con una squadra che non è certamente la peggiore (anzi) ma di sicuro non dominerà il mondo come fatto fino a qualche mese fa. Lui, insieme all'altro grande deluso dell'asta, Francesco, dovranno vivere una stagione molto particolare dove sono chiamati a mostrare le proprie qualità manageriali e la propria capacità di dare quel surplus ad una rosa che magari altri non riuscirebbero a rendere competitiva. E contro di loro, oltre ai soliti Luca ed Emiliano, ci saranno i nuovi, affamati, pretendenti alla gloria come Michele / Massimo e Gianmarco, che si sono approcciati a questa Serie A senza paura né remissioni. Loro, plagiati da una Serie B che diventa sempre più dura, sembrano già pronti a competere ad altissimi livelli e non hanno paura di abbattere muri che sembravano indistruttibili, né di scalare montagne che sembravano irraggiungibili. C'è poi un Mario che risponde a tutti quelli che lo vedevano come una possibile candidata alla retrocessione allestendo una rosa da paura, un Luca ed Emiliano che già si sfregano le mani per partire davanti ai primi della classe (Max e Francesco, appunto) ed un Alessandro bello dietro quanto incompleto davanti. Insomma, c'è davvero di tutto in questa stagione che sta per partire. Un campionato che si preannuncia magnifica, dove tutti sono determinati a conquiustare l'anello del vincitore ma nessuno si oppone. Un campionato dove presto arriverà il momento in cui qualcuno plasmerà la sua fortuna. Parte la caccia all'anello. Buon campionato a tutti.
lunedì 11 luglio 2016
Il Portogallo è la regina d'Europa
Il destino, a volte, sa davvero essere un ottimo regista. Neancheil miglior Spielberg, infatti, avrebbe potuto scrivere una trama simile intrecciandovici dentro vecchie maledizioni sfatate, rivalità attuali, vendette gustate rigorosamente a freddo; senza dimenticare, l'incredibile colpo di scena. Insomma, una giravolta di sorprese, ricorsi storici, prime volte e.. un interrogativo gigantesco a cui non c'è, probabilmente non ci sarà, mai una definitiva risposta. Partiamo dal quesito: chi è il migliore tra Messi e Cristiano Ronaldo, ossia i due totem del calcio contemporaneo? Ventiquattro ore fa brancolavamo nel buio come oggi, ma perlomeno avevamo una certezza: se Ronaldo vincerà l'Europeo, sarà certamente lui (il Messi tre volte finalista e mai vincente con la maglia Argentina è un peso di cui probabilmente non si libererà mai). Tuttavia, nonostante la vittoria del Portogallo, il dubbio resta. Perché, di fatto, Ronaldo questa finale non l'ha giocata, pur rivelandosi un utilissimo motivatore a bordo campo. I detrattori diranno che il Portogallo "ha vinto proprio grazie alla sua assenza", mentre i sostenitori riproporanno sempre questa immagine dal momento che, alla fin fine, quello che conta è alzare la coppa al cielo. Ma la vittoria del Portogallo va al di là delle faccende odierne; trattasi infatti di un evento davvero storico, e unico, nella storia del calcio. Una nazionale che ha sempre fatto da riferimento nel panorama calcistico mondiale che finalmente sfata una tradizione maledetta nei grandi eventi. A livello di club Benfica prima e Porto poi hanno scritto più volte il loro nome nella storia, ma in nazionale non era mai accaduto. Neanche il Portogallo di Eusebio riuscì nell'impresa, fermandosi al terzo posto nel mondiale inglese del 1966. E fino ad una decina d'anni fa il Portogallo non riusciva neanche più ad avvicinarsi ad una semifinale. Poi, è arrivata la generazione d'oro, quella dei Figo, dei Rui Costa, dei Vitor Bahia, dei Deco e dei Pauleta. Grandissimi giocatori che in Spagna, in Italia ed in Francia hanno fatto la fortuna dei rispettivi club e portato a questa nazionale una mentalità finalmente vincente. Tuttavia, la loro occasione l'hanno persa. Quell'Europeo del 2004, per il Portogallo, è stato davvero una tragedia nazionale. L'organizzazione di un europeo in casa, una squadra probabilmente irripetibile e l'avversaria in finale che tutti vorrebbero. E invece niente, arriva una sconfitta per 1 a 0 che getta tutti nello sconforto, in un match che sintetizza perfettamente la storia di questa piccola, appassionata ma sfortunatissima nazione. Tutto questo, fino ad oggi. A dodici anni di distanza, e con un Cristiano Ronaldo divenuto una delle icone mondiali del calcio, il Portogallo riesce nell'impresa di far dimenticare quella partita. La qualità media di questa squadra è infinitamente più bassa di quella di dodici anni fa, ma con un giocatore capace di cambiare sempre volto alla partita (vedasi semifinale col Galles) ed un livello generale molto livellato verso il basso senza grandissimi campioni in attacco in grado di fare realmente la differenza, questo Portogallo ordinato, insospettabilmente solido e soprattutto organizzato e ben messo in campo è riuscito a fare la differenza. E la maledizione, ecco un'altro capolavoro del destino, viene sfatato proprio nel modo in cui l'avevano subìta dodici anni fa: battendo in finale la nazione ospitante. Come in una tremenda staffetta, il Portogallo si prende l'Europeo e passa di mano alla Francia tutta la delusione, l'amarezza e la desolazione che arriva da una sconitta del genere. I francesi volevano vincere anche per riscattare questi ultimi dodici mesi infernali e ritrovare lo spirito e l'orgoglio della marsigliese; probabilmente, se lo meritavano pure per quello che abbiamo visto (nonostante il calendario incredibilmente facile fino alla semifinale). Ma il calcio è così, spesso tremendamente crudele. Per la Francia è la seconda finale consecutiva persa ai rigori (l'ultima, giocata proprio dieci anni fa, la ricordate); per il giocatore più rappresentativo di questo Europeo (no, non è Pogba) è la seconda finale in un mese persa ai rigori contro la squadra di Cristiano Ronaldo (ennesima storia nella storia di questa finale). Se infatti sono felicissimo per il Portogallo, devo ammettere che mi dispiace immensamente per Griezmann, un grandissimo campione che meriterebbe di vincere davvero qualcosa di importante. Finisce qui questo non bellissimo (ma emozionante si) europeo; un Europeo la cui formula a 24 squadre sarebbe da bocciare di corsa e in cui l'organizzazione di squadra ha prevalso nettamente sul talento. Un Europeo in cui Spagna e Germania hanno dimostrato di non essere imbattibili e in cui noi, nonostante tutto, nonostante la poca esperienza della quasi totalità dei nostri giocatori, possiamo davvero giocarcela con tutti. Perlomeno finché la linea BBC terrà. Complimenti Portogallo, ma ora chiudiamo questa pagina: del resto, il fantacalcio ricomincia oggi!
martedì 28 giugno 2016
Quattro colossi e un gigante buono
E' stata una giornata stranissima quella di ieri, ricca di emozioni dolci ma terminata con un pieno d'amarezza. Mi ero ripromesso di scrivere il post all'eliminazione dell'Italia (non speravo potesse superare gli ottavi), ma l'impresa di ieri mi ha subito fatto cambiare idea. La voglia di buttare giù la soddisfazione per questa nazionale, però, ieri sera è di colpo svanita alla notizia della morte di uno dei miei miti, uno degli eroi della mia infanzia: Bud Spencer. I suoi film, soprattutto quelli in coppia con Terence Hill, li so a memoria; gli unici film che non mi stanco mai di vedere e rivedere. Con lui se ne va un pezzo della mia vita, e non potete immaginare quanto questa cosa mi abbia rattristato. E forse è un caso, forse un'associazione mia, ma mi pare davvero simbolico che se ne sia andato in uno dei pochi giorni in cui gli italiani ritrova il loro orgoglio, riscoprono quanto sia bello il loro inno e quanto alla fine siamo tutti legati a quel tricolore verde bianco e rosso. Ciò accade ovviamente, quasi esclusivamente durante le partite della nostra nazionale, quelle speciali, proprio come quella di ieri sera. Il gigante buono della mia infanzia si è spento proprio mentre tutti noi festeggiavamo i nostri giganti vestiti d'azzurro, soprattutto i colossi della nostra difesa come Buffon e l'ormai mitico trio BBC. Questa nazionale, ormai è chiaro, ci sta facendo un pò sognare. Non siamo ai livelli del 2012 né tantomeno a quelli del 2006 (è chiaro che ancora non abbiamo fatto quasi nulla) ma comunque il borsino di questo europeo, confrontando i risultati già ottenuti con le previsioni della vigilia) è ormai positivo. Conte ha dato a questa Italia quella identità tutto cuore e lotta che a noi italiani fa davvero impazzire, ci dà la carica e ci rende quasi imbattibili; in tutta sincerità non credevo potesse farcela, ma sta dimostrando ormai di essere uno degli allenatori più forti del mondo e ormai pronto per una big come il Chelsea; del resto, nelle grandi squadre più che far capire ai grandi giocatori come giocare occorre saperli stimolare, motivare e scendere in campo come un gruppo, cosa in cui è davvero un fenomeno. Per il resto, vediamo una squadra rocciosa e solida fondata sulle caratteristiche che da sempre hanno fatto forte l'Italia: grande difesa e ripartenze letali. A centrocampo De Rossi è un grandissimo muro, Giaccherini un maratoneta capace di tirar fuori numeri di classe e Candreva l'esterno perfetto, perché capace di sacrificarsi. Sacrificio che contraddistingue anche le punte, il volenteroso Eder e il micidiale Pellè che formano ormai una coppia che si completano a meraviglia ed una intesa consolidata. Ora, però, ci tocca la Germania e ci vorrà un vero miracolo. Non abbiamo di fronte una squadra a fine ciclo e da rifondare come la Spagna, bensì la squadra campione del mondo arrivata all'apice della propria generazione di fenomeni (di cui temo, più che le parate di Neuer o i gol di un redivivo Gomez, la quantità di gioco capace di uscire dai piedi di Kroos e Khedira, che ci faranno soffrire tantissimo). In fondo noi italiani, sotto sotto, siamo convinti di poterli battere; a me invece è proprio la tradizione a noi favorevole che mi fa paura (la Spagna non la battevamo da 22 anni...), visto che stavolta rischiamo di arrivare sul campo forti di una sicurezza eccessiva nei nostri mezzi dimenticando l'umiltà che ci deve essere contraddistinguere per risultare, alla fine, vincenti. Ma in ogni caso, qualunque sarà il risultato, dovremmo comunque fare un applauso a questa nazionale. Per il resto, è un europeo molto interessante. Belgio e Portogallo hanno grandi possibilità di arrivare in finale vista la strada spianata dalla loro parte del tabellone (Galles e Polonia in teoria sono una spanna sotto ad entrambe), mentre l'Inghilterra (che ha confermato lesito del referendum allineandosi alla linea pro Brexit) si è dimostrata la solita Inghilterra, con idee confuse e senza una logica, vista negli ultimi 20 anni. La Francia prosegue il suo cammino senza brillare e pur con un calendario facile facile, ma è comunque la squadra di casa e questo pesa, e tanto. Di fronte ci sarà la sorpresa del torneo, l'Islanda di cui tutti noi ormai siamo innamorati. Il sogno, per loro ma soprattutto per noi, è quella di ritrovarcela in semifinale. Chissà...
sabato 11 giugno 2016
Partiti gli europei, tra attese e poche aspettative
Con la partita inaugurale di ieri tra Francia e Romania, con la soffertissima vittoria dei blues, sono ufficialmente iniziati gli europei di calcio. Un'edizione che, numeri alla mano, è davvero storica visto l'allargamento a 24 squadre che rende questa competizione, di fatto, un mini mondiale. Un'edizione che speriamo sia divertente, intensa e piena di emozioni; quello che ci vuole per riconciliarci con il calcio al termine di una stagione che è stata davvero lunga e massacrante. Personalmente, ma un po' tutti noi italiani, ci avviciniamo a questo grandissimo appuntamento forse nel modo migliore: senza molte aspettative. Non è un mistero infatti che l'Italia parta da vera outsider, con una rosa tra le più deboli che si ricordi (forse sulla carta addirittura la meno quotata degli ultimi cinquanta anni) e in un girone davvero pericoloso con il Belgio e la Svezia di Ibrahimovic e a farci da spauracchio. L'Italia di Conte, orfana di Pirlo e dei vari numeri 10 che hanno fatto la storia recente della nostra nazionale, non promette né spettacolo né grande classe, complice anche le pesantissime assenze dei piedi buoni a centrocampo causa infortunio (Verratti e Marchisio) e di qualche mancata convocazione che ci avrebbe fatto di sicuro comodo (Bonaventura e Pavoletti su tutti). Un'Italia però che potrà contare sul rodatissimo blocco juventino in difesa (ma speriamo che Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli non avranno problemi fisici, altrimenti sarà durissima!) e sul carattere del CT, che speriamo sia riuscito a infondere questa caratteristica nei nostri ragazzi. Dall'Italia non ci aspettiamo infatti davvero nulla, se non la grinta e la voglia di sudare per questa maglia, comunque vada. E' un Europeo, però, che inizia sottotono in un pò tutti i suoi aspetti; da quello della cronaca, con la minaccia terrorismo e le prime schermaglie di violenza causata dai sempre soliti hooligans, a quello più puramente tecnico, con tante squadre arrivate qui un po' per caso (visto l'allargamento, ben 24 su 53 nazionali europee sono qui... forse un po' troppe) e un'assenza davvero pesante come l'Olanda. E in attesa di sapere se Cristiano Ronaldo farà finalmente grande il suo Portogallo, se Pogba si sveglierà e trascinerà i transalpini lì dove un'intera nazione sogna, se ci innamoreremo davvero della favola islandese e dell'Albania del nostro De Biasi...gli occhi sono ovviamente tutti puntati sulle due grandissime favorite: Spagna e Germania. Staremo a vedere se come tutti si aspettano saranno loro a vincere o ci sarà spazio per una nuova impresa eroica stile Grecia 2004, magari travestita d'azzurro. Buon europeo a tutti!
mercoledì 1 giugno 2016
Massimiliano torna a volare nella leggenda
Per concludere in maniera degna questa stagione, ci siamo voluti riservare la dedica a lui, l'olandese volante, scomparso qualche mese fa. Johan Cruijff io non l'ho mai visto giocare dal vivo, ma di video ne ho visti parecchi e quello mi è bastato per comprendere che giocatore è stato; è stato il simbolo di una rivoluzione calcistica quando il calcio era ancora dominato dallo scontro tra tattica e tecnica e la fisicità, oggi dominante, ancora non contava molto (oggi invece per competere innanzitutto devi essere un gigante palestrato, poi eventualmente un buon giocatore dotato di tecnica o di astuzia tattica.. Messi a parte, ovviamente). E chi affiancare alla memoria di uno dei talenti più puri e leggendari della storia del calcio, se non al nostro partecipante più vincente di sempre, Massimiliano? Quest'anno, poi, Massimiliano ha davvero superato ogni possibile umana aspettativa, compiendo qualcosa che definire sensazionale è riduttivo. Vincere, anzi, stravincere un campionato mai in discussione con un record di punti (2932) che non si credeva davvero possibile realizzare, e insieme a questo vincere una Coppa di Lega (la terza per Massimiliano, record anche questo!) ed una Champion's League.. bè è roba da non crederci. Massimiliano è anche il primo a centrare l'accoppiata scudetto e Champions qui a Ceccano, nonché il primo a vincere per la seconda volta la Champion's League in FFE. Insomma, stiamo parlando di leggende non a caso; forse in futuro qualcuno riuscirà ad eguagliare e superare questo straordinario campione, ma per il momento c'è solo da applaudirlo per quello che è riuscito a fare. Complimenti davvero Max. Il prossimo anno, per tutti noi, sarà un onore sfidarti e sedere accanto a te all'asta!
lunedì 30 maggio 2016
Epic Emi, finalmente il primo titolo!
Se Epic Brozo è stato un po' il tormentone della stagione, la maledizione di Emiliano era il tormentone da almeno una decina d'anni. Negli anni è stato l'"Inter" del fantacalcio (che arrivava sempre seconda...erano i tempi di pre-calciopoli), l'uomo invisibile (c'era ma non si vedeva, nell'albo d'oro), la sfiga fatta persone. Da oggi, da quest'anno, Emiliano si è tolto questo peso; e un po' ce lo siamo tolti tutti noi, che abbiamo sempre visto questa ingiustizia che si consumava di anno in anno sotto i nostri occhi. Alla fine la legge dei grandi numeri ci ha dato ragione, e per la prima volta abbiamo assistito Emiliano alzare un trofeo; non uno qualsiasi, ma la regina delle Coppe: la Coppa Italia. E se non fosse stato per un Massimiliano trascendentale, forse ci scappava pure lo scudetto. Eh si, perché Emiliano ha fatto una stagione da applausi, con un totale punti davvero impressionante (2788.5) che gli ha permesso di arrivare per la seconda volta in tre anni sul secondo gradino del podio. Partito con un'andatura abbastanza tranquilla, nelle prime dieci giornate Emiliano ha sgomitato a metà classifica tra la sesta e la terza posizione; è con l'arrivo dell'inverno, però, che Emiliano trova sempre di più il passo giusto e inizia infilare una serie straordinaria di punteggi che gli hanno permesso di togliersi di mezzo prima Cristiano / Gianluca e poi Luca. Nella seconda parte di stagione si definisce così il duello con Francesco per la seconda posizione, vinta meritatamente nonostante il tentativo in extremis del campione in carica. Contemporaneamente, Emiliano padroneggiava in Coppa Italia, dove ha tra l'altro eliminato anche Massimiliano, ed in Europa League, dove è arrivata purtroppo la seconda finale persa consecutiva dopo quella in Champion's dello scorso anno. Insomma, si è trattata certamente della migliore stagione in carriera per Emiliano, che si conferma tra i grandi della lega. Il prossimo anno, Emiliano si presenterà ai nastri di partenza finalmente consapevole che si, anche per lui vincere è possibile. Complimenti Emilia!
sabato 28 maggio 2016
Francesco, la conferma del nuovo management
Uno dei più grandi interrogativi ad inizio stagione era sicuramente lui. Si presentava all'asta da campione in carica e tra la vecchia guardia ci si domandava incuriositi se davvero Francesco sarebbe potuto affermarsi come una vera big oppure si rivelasse un fuoco di paglia. Questo dubbio, che metterebbe in discussione l'assunto secondo cui vincere uno scudetto non basterebbe ad entrare nell'élite del nostro fantacalcio, è stato risolto da questa stagione. Una stagione in cui Francesco ha confermato tutte le sue qualità, raggiungendo un importantissimo terzo posto davanti ad un mostro sacro come Luca (che come abbiamo già avuto modo di sottolineare, non viene estromesso tutti i giorni dalla top three). Marcato strettissimo da tutti i big, Francesco debutta nella stagione da vero campione in carica aggiudicandosi il primo colpo dell'asta: Buffon. Nonostante questo, l'asta non lo vede tra i favoritissimi avendo insinuato in molti l'idea che il voler puntare a tutti i costi su Pogba lo avesse sfavorito troppo in attacco (l'ultimo disponibile, Dzeko, gli è stato scippato da Luca). Nonostante le non grandissime aspettative, Francesco lavora d'esperienza e da grande manager, dimostrando una grandissima capacità di scovare le rivelazioni (Kalinic su tutti) e di gestire una rosa sempre sfruttata al 110%. Mai in discussione la sua salvezza, Francesco staziona per tutto il campionato nella parte alta della classifica, lottando sempre per il podio inizialmente con Cristiano / Gianluca, poi Luca e infine Emiliano, il suo grande rivale della stagione per il secondo posto. La vittoria è sfuggita, ma a ben vedere i punti conquistati in meno rispetto allo scorso anno sono solamente trenta, a conferma della grandissima stagione disputata. L'amarezza più grande, allora, è forse la sfortunata stagione nelle coppe, iniziata con la sconfitta in Supercoppa e la beffa in Coppa Italia dove è stato superato in semifinale da Gianmarco Antonucci dopo aver vinto l'andata per 2 a 0. Francesco chiude così una stagione difficilissima a mani vuote ma una certezza che vale più di mille trofei: la consapevolezza di esser entrato a far parte dei grandi del fantacalcio.
giovedì 26 maggio 2016
Sciopero del podio per il radicale Luca
Articolo di fine stagione dedicato, come è chiaro, a Marco Pannella, storico leader radicale scomparso qualche giorno fa; uno, a giudizio di chi scrive, dei pochi politici che (pur essendo d'accordo o meno con le sue battaglie politiche incentrate principalmente sui diritti civili) ha fatto politica semplicemente per amore della politica. Tornando immediatamente al tema di questo post e in generale di questo blog, eccoci a commentare la stagione di Luca; una stagione straordinaria stando alle statistiche, in quanto assolutamente "non ordinaria". Per la seconda volta in tredici anni di fantacalcio (non accadeva da cinque anni), infatti, Luca non sale sul podio della nostra Serie A pur restandoci molto vicino con questo comunque ottimo quarto posto. Si è trattata, per il nostro "cannibale", di una stagione fin troppo normale e con una buona dose di sfortuna. I problemi sono iniziati fin dall'asta, quando per svenarsi sull'ultimo big in attacco rimasto (Dzeko), si è indebitato fino al collo costringedosi a sacrificare alcune pedine fondamentali della sua rosa. I problemi sono poi seguiti principalmente a causa dello stesso Dzeko (pessime prestazioni al di là del numero finale di gol, non certo da buttare) e in generale della crisi della Roma nella prima parte di stagione, che hanno portato all'esonero di Garcia e ad una incredibile crisi di gol. Ma al di là di questo, è stato più in generale l'avere tra le mani una rosa con giocatori non nella loro stagione migliore a creare problemi a Luca, che ha vissuto il suo periodo peggiore nei primi mesi dell'anno quando, addirittura, ha rischiato di essere risucchiato nella zona retrocessione. Alla fine, comunque, la grande esperienza di Luca ha rimesso le cose a posto, e il suo innato talento ha fatto il resto. Ci ritroviamo a commentare quindi una stagione di transizione, consci che ci sono volute tutta una serie di combinazioni sfavorevoli a creare questo risultato; e basta questo per comprendere le qualità di Luca, che il prossimo anno certamente tornerà a lottare per i traguardi che merita.
martedì 24 maggio 2016
Incubo finito, Alessandro è sopravvissuto
Per Alessandro, finisce una sorta di incubo. Tutto ha inizio nel 2012, al termine di un'annata iniziata male e finita peggio con la retrocessione. Poi il ritorno immediato in Serie A, culminato però con una nuova retrocessione, che neanche la vittoria dello scorso anno in Serie B, e la seconda promozione al primo colpo tra i cadetti, poteva cancellare. No, per porre fine a questo incubo ci serviva una salvezza che mancava ormai da troppo tempo, il 2011. Quest'anno, finalmente, Alessandro può dire di avercela fatta. All'inizio della stagione, forse come nessuno, era sotto pressione; non poteva permettersi un nuovo fallimento, ma era consapevole che non sarebbe stata affatto semplice. Tutti i sogni e tutte le aspettative si infrangevano, poi, con l'ennesimo inizio stentato in campionato: nonostante l'asta valutata positivamente da molti, al giro di boa il sottoscritto si trovava desolatamente settimo in classifica a ben venticinque punti dalla salvezza. Che dire, ci serviva una riscossa, una botta d'orgoglio per riuscire nel miracolo. L'avversario non era solamente chi lo precedeva in classifica, ma anche e soprattutto se stesso, quel blocco mentale che gli impediva ormai da troppo tempo di sbloccarsi nella sua tanto amata Serie A. Alla fine, la miccia è scattata. Senza rivoluzionare una squadra, su cui si è sempre creduto, Alessandro inizia così a macinare punti su punti, staccando Simone in ultima posizione e andando all'inseguimento di Luca e di Mario, che pure iniziava a correre fino ad arrivare alle pendici del podio. La costanza e l'ottimismo si scontravano continuamente con la vivacità degli avversari per nulla rassegnati a farsi raggiungere finché, alla ventitreesima giornata, Alessandro completa la sua rimonta, uscendo dalla zona retrocessione per non uscirci più. Il duello per la salvezza, come abbiamo già detto, ha riguardato alla fine Mario e Cristiano / Gianluca, ma Alessandro, fino a tre turni dal termine, ha ancora temuto in un dannato scherzo del destino. Questa volta, dopo tante volte, la grande delusione non c'è stata. Alessandro è salvo. La Serie A, finalmente, ha smesso di voltargli le spalle.
domenica 22 maggio 2016
Alla fine Mario si salva, col rotto della cuffia
Ce l'ha fatta anche quest'anno. Ma se lo scorso anno la salvezza di Mario era arrivata in estate, con il ripescaggio in seguito al ritiro di Stefano D'Aversa, quest'anno è arrivata sul campo, con una sudatissima ma meritata salvezza. E così, un caparbio e tenace Mario si conquista la sua sesta partecipazione nella massima categoria; indubbiamente un grandissimo risultato per un partecipante che magari non avrà più lo smalto di qualche anno fa ma che rappresenta ormai un punto fermo di questa Serie A. Partito con la voglia di dimostrare di aver meritato il ripescaggio, Mario ha puntato su grandi nomi in attacco e tante scommesse come sempre; tuttavia, la sua stagione non è decollata, ritrovandosi sempre nelle posizioni di medio-bassa classifica. Consapevole di dover mettere da parte anche per questa stagione le proprie ambizioni di vincere un secondo scudetto, in pieno inverno Mario decide di cambiare radicalmente la propria rosa vendendo uno degli uomini simbolo (Dybala) per ricostruire la squadra. Il sacrificio, a quanto pare, è risultato dare i suoi frutti visto che a partire da gennaio è partita una rimonta importantissima che lo ha portato fino in quarta posizione. Inseguito, raggiunto e poi sorpassato da Alessandro, Mario ha però pagato nel finale di stagione il grande sforzo compiuto, ritrovandosi a lottare con Cristiano e Gianluca per evitare la settima posizione. E' in questo momento, ricordando la sfortunata scorsa stagione, che Mario ha allora messo in gioco tutto il suo orgoglio e la sua forza di volontà; e grazie ad un incredibile colpo di reni proprio alla penultima giornata, alla fine è arrivata la tanto agognata salvezza. Mario resta in Serie A, tra i grandi, in attesa di tornare grande lui stesso. Complimenti per questa bellissima salvezza!
venerdì 20 maggio 2016
Simone, Cristiano e Gianluca, l'elogia della sconfitta
No, non è mai semplice. E' un gioco, è vero, ma qui come anche nella vita è difficile metabolizzare, digerire ed accettare una sconfitta. E tra le cose più crudeli che possa accaderci, come esseri umani, è quella di sentirsi esclusi, uno di quei pochi costretti ad andare via. La retrocessione in un fantacalcio è un pò come una bocciatura in un esame dove la maggior parte delle persone lo supera: fa rabbia, ed è difficile scrollarsi di dosso la delusione. Tuttavia, è proprio in questi momenti che si misura la tenacia di una persona, si tempra il carattere ed esce fuori la propria forza d'animo. Simone prima e Cristiano / Gianluca ora, stanno provando per la prima volta nella loro carriera l'onta di una retrocessione; e fidatevi di me, che l'ho provata due volte: è una cosa che fa davvero girare le scatole. Il primo passo per accettare un verdetto del genere, tuttavia, è non avere rimpianti. E né Simone, né Cristiano / Gianluca, possono dire di averne. Simone all'asta ha preso i due capocannonieri della scorsa stagione (Toni e Icardi) insieme ad un'altra lunga serie di campioni che avrebbero dovuto portarlo perlomeno ad una salvezza tranquilla. Ciò non è ovviamente accaduto, ed anzi fin dalle prime battute è stato chiaro che la stagione fosse nata, e destinata a finire, storta; tuttavia, nonostante tutta una serie di incredibili di eventi negativi coincidenti, Simone non ha mai mollato. Ha provato a rivoluzionare la rosa, si è comportato sempre professionalmente non mancando mai una consegna e in questi ultimi mesi è riuscito anche ad ottenere una lunga striscia di ottime prestazioni. Ancora più amara, ma in egual modo onorevole, è stata la retrocessione di Cristiano e Gianluca. Approdati per la prima volta in Serie A sotto le più rosee aspettative, questa ambiziosa coppia è partita davvero con il piede giusto, vincendo la Supercoppa arrivando addirittura ad insediarsi in seconda posizione. Questa matricola terribile ha dato davvero filo da torcere a tutti imponendosi anche come un'agguerrita avversaria in coppa; tuttavia, l'entusiasmo e l'orgoglio non è bastato. Probabilmente colpiti da un fisiologico calo di forma e dalla non abitudine a lottare per nove mesi con avversari esperti e sempre pronti a mangiarti, nel girone di ritorno Cristiano / Gianluca si staccano progressivamente prima dalla zona podio, poi dal centro della classifica. Le tranquille acque di inizio stagione, improvvisamente, diventano burrascose e piene di pericoli; Alessandro prima e Mario poi hanno la meglio sui campioni della Coppa Italia della scorsa stagione, che scivola definitivamente alla penultima curva. Peccato davvero. Simone e Cristiano sono quindi le due squadre protagoniste di questo primo articolo della rubrica di fine stagione, e quindi le due squadre condannate a scendere in Serie B; ma sono anche due squadre che se la sono giocata fino alla fine con grande tenacia dando un grandissimo esempio di sportività. A loro, i miei più sinceri auguri di pronto ritorno in A!
sabato 22 agosto 2015
Fischio d'inizio sulla tredicesima stagione
Tredici anni e non sentirli. Tredici anni di fantacalcio alle spalle ed emozionarsi ancora quando ci si ritrova tutti insieme, uno di fronte all'altro al bollente tavolo dell'asta, oppure davanti al pc a scrivere la formazione della giornata. Un rituale, questo, che una volta facevamo con carta e penna. Ma nonostante il trascorrere degli anni, resta immutata la passione e l'adrenalina per questo gioco, che ormai fa parte della nostra vita. Di acqua sotto i ponti ne é passata davvero tanta, ma come dice anche il caro e vecchio Vasco, noi siamo ancora qua. A sognare uno scudetto per un anno intero. Siamo qui a sgomitare e lottare ogni minuto e su tutti i fronti, a partire dal gustoso antipasto stagionale della supercoppa tra il campione della A in carica, Francesco, e il vincitore della scorsa edizione della Coppa Italia, Cristiano / Gianluca. Tutte le nostre sofferenze, le nostre gioie, le nostre incazzature e le nostre paure iniziano qui, oggi. Oggi inizia il campionato, e nemmeno uno qualunque: inizia l'anno del Frosinone in Serie A, un anno a dir poco storico. Siete pronti a viverlo tutti insieme? In bocca al lupo ragazzi, e come sempre... vinca il migliore. Buon divertimento!
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