giovedì 17 luglio 2014

Francesco Z e Gianmarco C, benvenuti tra i marziani!

Il mondiale è appena finito, ma sembra già passato tanto tempo. A farci tornare bruscamente in Italia, con l'attenzione alle spesso poco confortanti vicende pallonare italiane, è il clamoroso (ma mica tanto a pensarci bene visto che in estate aveva sempre borbottato) addio di Conte alla Juventus. Ma a fare più clamore, addirittura, è l'avvicendamento con Massimiliano Allegri, che arriva ai bianconeri tra lo scetticismo più totale e il sospetto che per la Juventus ci sia il rischio di perdere anche qualche stella. Ma al mercato stiamo iniziando solamente ora a preoccuparci. Quel che conta è che questa notizia ci riporta finalmente a pensare un pò al nostro gioco preferito, il fantacalcio! Senza troppe preoccupazioni, e con le strategie tutte ancora da programmare che per ora sono ridotte a semplici sogni di gloria (sempre legittimi a luglio, per tutti!), ci accingiamo così a tornare a parlare di fantacalcio; senza fretta. Ormai il nostro blog segue come ogni anno la tradizionale cadenza organizzativa costruita negli anni. Da tante stagioni, ormai, la programmazione avviene sempre allo stesso modo e partendo ovviamente dalla conferma, da parte degli aventi diritto, della propria partecipazione. Questa fase, in Serie A, è durata appena cinque minuti. Tanti sono bastati prima che tutti ed otto i possessori del diritto a giocare la Serie A in questa stagione (i sei superstiti dello scorso anno ed i due neopromossi) confermassero la loro presenza. Ed allora eccolo qui il tradizionale post di apertura della stagione; post che come sempre dà il benvenuto ai nuovi arrivati. Quest'anno è poi un benvenuto davvero motivato, dal momento che entrambe le new entry debuttano per la prima nella massima competizione fantacalcistica nostrana. Ci riferiamo ovviamente a Francesco Zangrilli e Gianmarco Carlini. Entrambi reduci da una stagione a dir poco esaltante in Serie B, queste due neopromosse non arrivano qui, però, malvisti dagli altri; anzi! Sia Francesco Z che Gianmarco C, infatti, sono conosciuti, temuti e rispettati da tutti i grandi della Serie A; sia per la loro ormai lunga militanza in lega (Francesco Z è reduce da 5 anni di B, Gianmarco C addirittura debutta nel 2008 al primo anno della Serie B), sia per i risultati raggiunti (Francesco Z è campione in carica della Coppa Italia, Gianmarco C è il primo ad avere in bacheca sia la vittoria del campionato di B che quello di C, risultanto così il primo ad aver completato la scalata partendo dalla terza serie!). Insomma, un mix di esperienza, capacità, entusiasmo e ambizione, in aggiunta ovviamente all'umiltà ed al rispetto che deve caratterizzare l'arrivo in un campionato come questo, che deve davvero far riflettere i sei padroni di casa. Quello che si preannuncia, allora, sarà un grandissimo campionato di altissimo livello, con i tre senatori sempre presenti in A (Luca, Massimiliano ed Emiliano) alle prese con i ragazzi terribili della seconda generazione (Mario, Stefano, Simone, ma ora anche Francesco Z e Gianmarco C) che vogliono al più presto spodestarli. Con Alessandro ci sono riusciti e con la vittoria di Mario nel 2013 è stato anche infranto il taboo dello scudetto; riusciranno a spingersi ancora oltre? Staremo a vedere. Nel frattempo, prima di tornare sotto l'ombrellone, magari iniziando a mandare qualche messaggio per organizzarsi con la riunione di lega, diamo il più caloroso benvenuto a Francesco Z e Gianmarco C! Per loro questo è un sogno che si realizza! Buon divertimento e ovviamente...in bocca al lupo!

lunedì 14 luglio 2014

E alla fine, vince la Germania del quarto reich

La frase di Lineker "Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini corrono dietro ad una palla ed alla fine vince la Germania" è una frase storica, pronunciata dall'attaccante inglese dopo la sconfitta ai rigori nella semifinale di Italia '90 contro la Germania (che poi andò a vincere in finale proprio contro l'Argentina, e sempre per 1 a 0). Una frase che in questi giorni riascolteremo parecchie volte. Il calcio, specie la storia dei mondiali, è ricca di numeri, storie che si ripetono e taboo sfatati. E questa edizione non fa eccezione. Tra le più curiose coincidenze, il solito numero 24 che si ripete; è la regola del quarto titolo (chiunque finora ha vinto il quarto titolo, ha sempre aspettato 24 anni: il Brasile dal 1970 al 1994, l'Italia dal 1982 al 2006 ed ora la Germania dal 1990 al 2014), che per l'Italia è addirittura rafforzata (ogni 12 anni andiamo in finale, vincendola ogni 24 anni...Messico 1970, Spagna 1982, Usa 1994, Germania 2006 e magari Russia 2018). Tra i taboo sfatati, da menzionare vi è certamente la prima vittoria europea in terra americana. Siamo ormai al terzo titolo consecutivo di una Europea, il quarto nelle ultime cinque edizioni: è evidente che il calcio europeo sembri ormai aver definitivamente fatto un passo avanti rispetto a quello sudamericano, i cui campioni il più delle volte fanno la fortuna dei club nostrani senza però riportare in patria l'esperienza acquisita. Ed anzi, forse riportano in patria anche troppo, visto che ci sembra di osservare che le sudamericane, a forza di esportare i propri giocatori nel vecchio continente, tendino a giocare sempre più alla europea, peraltro male non avendo nel sangue le difese arcigne ed i centrocampisti più attenti alle caviglie che alla palla tipici dell'Europa. Un calcio che non gli si addice e che indubbiamente le snatura.

E così lasciamo i numeri per approfondire meglio il "caso" tedesco. Una generazione d'oro che ormai non è più soltanto una generazione ma almeno due generazioni che si sono perfettamente integrate e succedute dal 2004 ad oggi, grazie alla sapienza di Loew e di una programmazione dell'intero movimento calcistico tedesco (a proposito di fallimento di sistema a cui accennavo al precedente post riguardo un'altra federazione europea). Si è partiti anche lì dalle macerie, ossia da un europeo fallito nel 2004 in Portogallo. Quella era una squadra bollita, rimasta mentalmente a Tokyo dove perse, meritatamente, i mondiali del 2002 contro il Brasile pentacampeon. Nel 2004, l'anno del triofo greco per intenderci, la Germania dei Kahn, Friederich, Worns, Heinz, Ziege, Nowotny e Schneider dava il suo triste addio con una eliminazione per loro vergognosa. Noi siamo abituati a fare figuracce con la Sud Corea, la Slovacchia, la Nuova Zelanda o il Costa Rica, ma loro no! Loro contro le piccole danno il meglio e questo le porta sempre a passare la fase a gironi ed arrivare perlomeno, come minimo (come accade da nove edizioni consecutive!) almeno ai quarti. In quell'europeo la Germania usci nella fase a gironi e per loro questa è una macchia indelebile. Forse il punto più basso della loro storia sportiva calcistica. Non ne poteva che nascere una rivoluzione. Via Rudi Voeller, dentro un'altra ex bandiera, Jurgen Klinsmann. Ma non è solamente un cambio tecnico, è l'inizio di una nuova Germania, per come la intendiamo. La Germania si apre al mondo, abbandona il suo spirito di squadra quadrata, rocciosa e prevedibile qual'era per diventare più multietnica, più fantasiosa, più imprevedibile. I gol arrivano dalla vicina Polonia di Klose e Podolski ma anche dal Brasile di Gomez; dalla Turchia arrivao i piedi buoni di Ozil, dalla Tunisia quelli di Khedira, dal Ghana i polmoni e il fisico di Boateng. Insomma, una Germania multietnica che gioca un calcio spesso spettacolare innestato però su una solida base come è la tradizionale organizzazione tedesca. Ma il cambiamento non è stato affatto semplice, e neanche è durato poco! Ci sono infatti voluti ben 10 anni. 10 anni di transizione, con Ballack (l'ultimo dei fantasisti, meglio trequartisti, tedeschi) a fare da apripista. Gli anni passarono e Ballack si era nel frattempo ritirato; ma il progetto di Loew è andato avanti, crescendo una nuova generazione di giovani fenomeni del ventunesimo secolo che hanno abbracciato una nuova filosofia di gioco. Schwansteiger, Lahm e Neuer sono ormai i senatori, e sotto di loro ci sono una miriade di giovani (ne cito due: uno Gotze, l'altro Reus, il grande assente di questi mondiali) pronti a prendersi il mondo. Ma dietro a questo miracolo non c'è solamente Loew (che ha preso il comando della nazionale dopo la cocente delusione di Klinsmann ai mondiali casalinghi del 2006); c'è una federazione lungimirante che fa capire alle società che è importante puntare sui giovani tedeschi, che è importante investire in infrastrutture (fate gli stadi!! sembra incredibile, ma parte tutto da lì!!) e, soprattutto, che è fondamentale avere coraggio. Come spesso accade, la vittoria di una squadra è la vittoria di un gruppo e di un collettivo, non di un singolo campione; come sempre, una vittoria di una squadra è la vittoria di un sistema alle spalle che funziona. L'Italia avrà la forza di capirlo? La base per questa rivoluzione (partirei da Sirigu, Verratti e Immobile) ci sono.

Vorrei tanto parlare ancora di come mi è dispiaciuto per la mancata vittoria dell'Olanda (non ha mai vinto un mondiale con tre finali perse!); ci sarebbe da scrivere un libro sugli ultimi 180 minuti di mondiale del Brasile; vorrei tanto dilungarmi sulla questione che va di moda da circa 5 anni su chi sia più forte tra Maradona e Messi, ma sarà per un'altra volta. Per ora mi limiti a fare i complimenti alla Germania! Mondiale meritatissimo davvero il loro; però resta il fatto che a festeggiare a noi italiani non ci batte nessuno.

mercoledì 25 giugno 2014

Il fallimento non di una nazionale, ma di un sistema

Sarà anche il più bel mondiale di sempre, ma non per noi. Noi ce ne torniamo a casa; un pò increduli, un pò arrabbiati, sicuramente tanto delusi. Personalmente, non me lo aspettavo. Personalmente, alla vigilia pensavo potessimo fare un bel mondiale, arrivare ai quarti per intenderci (ma sulle semifinali ci scommettevo pure!), visto che passato il girone l'incrocio degli ottavi sarebbe stato abbastanza favorevole (ci sarebbe toccata la Grecia..). Personalmente, prima della partita di ieri, pensavo che come sempre in queste situazioni ce l'avremmo fatta col rotto della cuffia. E invece siamo fuori. Strameritatamente. E più del 2010, stavolta sono ancora più deluso perché un pò mi sento tradito. Da Lippi, che sarebbe rimasto incollato sulle proprie idee ferme al 2006 me lo aspettavo; certo non mi aspettavo di uscire con Slovacchia, Nuova Zelanda e Paraguay, ma sapevo che avevamo tra le mani una squadra bollita. Ma stavolta no. Prandelli è arrivato quattro anni fa per ricostruire una nazionale, riavvicinarla ai tifosi, creare bel gioco. E c'era riuscito, fino a qualche mese fa. L'Italia non era certamente ricca di talenti come una decina di anni fa, ma divertiva, aveva coraggio, se la giocava. Sono arrivati così un bellissimo secondo posto agli Europei ed un terzo posto ad una Confederation Cup; due competizioni che in alcune serate ci hanno riportato alle emozioni del 2006. Il progetto sembrava destinato ad approdare ad un mondiale da protagonisti; se non altro potevamo giocarcela perché su Prandelli ci avrei messo la mano sul fuoco, mi fidavo. E mi sono fidato pur con un'Italia che non vinceva da 7 partite ("L'Italia gioca seriamente solo nelle competizioni importanti"), pur con l'esclusione di Rossi ("ha scelto i più in forma, perché Prandelli impara dagli errori e dopo la finale persa con la Spagna anche per la stanchezza lo ha capito") e persino con la scelta INSPIEGABILE di non portare terzini. Chiellini terzino con l'Inghilterra è stato quasi umiliato, e al di là di un comunque bravissimo Darmian, spostato continuamente da una fascia all'altra ed a cui non si può certamente pretendere di prendersi sulle spalle la nazionale, è stato evidente a tutti l'errore di non inserire tra i 23 neanche un terzino degno di questo nome con un minimo di esperienza (Criscito, ma a questo punto anche Pasqual o Maggio). Ma come detto, mi fidavo. Con l'Inghilterra, devo riconoscerlo a Prandelli, abbiamo vinto grazie alla tattica. L'idea di fare possesso palla con Verratti - Pirlo - De Rossi, facendo correre a vuoto gli inglesi che nel secondo tempo, in quelle condizioni climatiche, avevano tutti i crampi, è stata vincente; e pazienza per gli svarioni difensivi di Chiellini e Paletta, svarioni a cui pensavo si potesse mettere rimedio. Pazienza per quel solo attaccante di ruolo che proprio non mi piace. Ma con l'Inghilterra, devo ammetterlo, è stata la mossa vincente. Quello che non mi aspettavo, però, è stata la scelta di giocare allo stesso modo con il Costa Rica; l'utilizzo col contagocce, e male, di gente come Cerci, Immobile e Insigne. E in generale la confusione tattica di un Prandelli che era evidentemente sotto pressione e che ha per questo motivo cambiato un pò tutte le carte in tavola, mostrandosi eccessivamente difensivista e soprattutto utilizzando tutti i suoi uomini a disposizione fuori ruolo. Insomma, il solito pasticcio all'italiana. Ma qui finiscono le colpe di Prandelli (che non sono poche). Dove iniziano i limiti non della nazionale, ma del sistema calcio italiano, è invece nella mancanza di una reale generazione del futuro. Chi ha sostituito Totti, Del Piero, Baggio e perché no, Gattuso? Chi, soprattutto, sostituirà Buffon e Pirlo? Sirigu (bravissimo davvero), Verratti e Immobile sono i primi tre che mi vengono in mente, ma guarda caso tutti e tre giocano (o giocheranno) all'estero e.. in ogni caso tutti e tre penso che non supereranno i loro predecessori. Il campionato italiano è un campionato in declino, primo di tutto di mentalità. Basta con la paura di perdere, basta con la sufficienza con cui si affrontano certe manifestazioni, basta con il coltivare il proprio orticello e non buttare l'occhio al di fuori del proprio giardino. Le coppe europee, lo dimostrano: la Champion's ormai è troppo difficile per noi, e noi siamo troppo "orgogliosi" (direi "viziati") da non considerare l'Europa League, dove facciamo solo figuracce. Il tutto si riflette così anche sulla nazionale, con gente che di fronte alla competizione internazionale appare impaurita, impreparata, inesperta. Tanti passaggi troppo corti, tanti errori di distrazione, tanta sufficienza, innumerevoli palle perse. Cose che fanno comprendere di non essere a proprio agio, di non essere tranquilli. A questo si aggiunge l'inconcludenza in fase d'attacco, dove il centrocampo non riesce a dare una palla che sia una agli attaccanti, che oltretutto quando per caso gli capita una palla o cadono per terra sperando in un fischio dell'arbitro o fanno una figuraccia. Ma che vi siano limiti tecnici io posso capirlo; purtroppo il calcio italiano è così e la nazionale non può fare miracoli. Quello che non accetto però è il non dare il 100%. E non venitemi a dire che in queste ultime due partite la nazionale ha dato tutto perché semplicemente non ci credo. Io non ho visto un Gattuso in campo. Preferisco un Gattuso che non sa nulla di tecnica ma che mette il cuore in campo ad un giocatore magari bravetto (ma neanche tanto) che gioca in nazionale come giocasse un'amichevole di fine stagione. Meglio uscire fuori allora, così magari si comprende che è ora di cambiare non solo il CT, ma l'intera mentalità.

p.s. Considerazioni, in pillole, sul resto del mondiale.
a) Questo Brasile magari arriverà fino in fondo per inerzia, grazie ai tifosi ed a qualche aiutino arbitrale, ma non ci credo che possa vincere il mondiale; Fred ed Hulk (per fare due nomi) non mi convincono proprio. Magari con il passare dei turni acquistano sicurezza e consapevolezza dei loro mezzi e finiscono col smentirmi, ma ora come ora non scommetterei una lira su di loro;
b) E' finito il ciclo della Spagna; o forse no, forse solamente del tiki-taka e di Del Bosque, che ha fatto gli stessi errori di Lippi portando in Brasile un gruppo ormai spremuto (il riferimento all'Olanda è puramente casuale) fino all'osso ignorando gente come Borja Valero, Callejon e Llorente tanto per citarne alcuni. Aggiungeteci Isco e Thiago Alcantara e la Spagna per il 2016 è già bella che pronta. Non c'è dubbio, comunque, che godo nel vederli già a casa;
c) Pronostici. Io tifo Olanda a questo punto; non ha mai vinto un mondiale e ha l'attacco (Robben - Van Persie) migliore. Ma credo che vincerà l'Argentina di Messi, d'altronde in America hanno sempre vinto squadre sudamericane.
d) Torno un pò sull'Italia, facendo un paragone. Ma pigliate la Grecia.. non ha mai avuto una stella nel suo gruppo, eppure gioca sempre fino alla morte. Agli Europei 2012  si è qualificata beffando all'ultimo la Russia, ora ha eliminato la Costa D'Avorio. E' questa la mentalità che vorrei nell'Italia; la stessa mentalità che vedo nella Juventus ma, ovviamente, solo quando gioca in Italia.
e) Finisco sempre sull'Italia. Non ho voluto di proposito parlare di arbitri, di espulsione di Marchisio o del morso di Suarez su Chiellini, destinato a diventare un tormentone. Certi discorsi avevano senso quando avevamo una nazionale con le palle come ad esempio nel 2002 in Corea, dove siamo stati cacciati fuori soprattutto da Moreno. Ma oggi no, oggi ci siamo cacciati noi, da soli.

Sfogo finito. Buona restante parte del mondiale, da spettatori..ci risentiamo per l'omaggio alla vincitrice.

giovedì 12 giugno 2014

Spettacolo ed emozioni, via al mondiale più bello

Lasciatemelo dire, sarà un luogo comune ripetuto ad ogni manifestazione, ma questa volta ci credo davvero: questo sarà il mondiale più bello di sempre. E lo sarà non certo per il livello tecnico delle squadre (ovviamente c'è quasi tutto il meglio del calcio Mondiale in questi giorni in Brasile, ma penso che rispetto ad una decina di anni fa di campioni in giro ve ne siano un pò di meno), né (ma speriamo di si) per il trasporto che ci farà vivere la nostra nazionale. No, questo sarà il mondiale più bello di sempre perché si gioca (non me ne vogliano gli inglesi che recriminano l'invenzione) nella patria del calcio. Cosa volere di più? Questa sera ad aprire sarà il match Brasile - Croazia, dove la squadra di casa ovviamente non potrà altro che vincere. Poi, da domani, si inizia a fare davvero sul serio con ad esempio uno Spagna - Olanda da gustarsi. Noi debutteremo tra due giorni, nell'attesissimo (e personalmente molto temuto) match con l'Inghilterra. Le favorite, d'obbligo, stavolta sono due: il Brasile, per ovvi motivi, e la Spagna, per altrettanti ovvi motivi. Riuscita qualche altra squadra a inserirsi? Personalmente vedo una Germania ed una Inghilterra che possono andare molto avanti. Sulle sorprese, poi, non mi giudico perché ormai nominare Colombia (anche senza Falcao) e Belgio è diventato di moda. Tuttavia, vi lascio con una previsione: secondo me la Spagna uscirà di scena prematuramente, e questa sarà la fine di un incredibile ciclo. La finale sarà quella del 2002, Brasile - Germania. La finale per il terzo posto sarà Italia - Inghilterra, come a Italia '90 (di conseguenza penso che l'Uruguay steccherà questo mondiale). Vedremo un pò se indovino.

Chiudo con una riflessione meta-calcistica. Il Brasile è un paese immenso, pieno di contraddizioni, ricco anche di luoghi comuni (non tutti i brasiliano amano il calcio e non tutti sono fenomeni, lo sapevate?). Ma per quanto popoloso ed economicamente in crescita, questa immensa nazione in Italia la si nomina, nel 99% dei casi, sempre in riferimento al gioco del calcio. Qui, in Italia, il Brasile è sinonimo di calcio, e il calcio sembra essere lo sport creato su misura per i brasiliani; magari lì non sarà così, lì c'è poverta e, pur rappresentando uno dei tanti modi di distogliere la mente dalla fame, pur rappresentando un mezzo con cui si cerca un riscatto della propria condizione e la svolta della propria vita, il calcio è e resterà sempre un gioco. Un gioco probabilmente apprezzato maggiormente quando lo si vede praticare da bambini scalzi nelle favelas, quando ancora è genuino e rappresenta un sogno ad occhi aperti; non lo si ama molto quando lo si gioca in luccicanti, blindati ed esclusivi stadi che sono costati 10 miliardi di euro (dati ufficiali, ma la cifra vera non la conosceremo mai). I brasiliani, insomma, amano tantissimo il calcio e un pò meno amano questi mondiali. E' innegabile però l'augurio che questa manifestazione, che insieme alle Olimpiadi è probabilmente l'evento più seguito  al mondo (a proposito, tra due anni ci sono le Olimpiadi di Rio de Janeiro!), sia un appuntamento da non rovinare. Il calcio, e di conseguenza il Mondiale, è forse uno dei pochissimi fenomeni sociali che uniscano davvero tutto il mondo; dove la politica, la religione, la cultura e gli stili di vita spesso finiscano col creare discriminazioni e divisioni, il calcio (come anche la musica) è una delle pochissime cose capace di accomune ogni abitante del nostro pianeta. Il calcio si gioca ovunque e piace ovunque. Il mondiale crea perciò quell'atmosfera di identità nazionale mescolata però alla voglia di aprirsi al mondo che lo rendono unico. E per il paese che li ospita deve esserci ancora di più quell'orgoglio, proprio per il ruolo di fare da padroni di casa e di ospitare ed accogliere il mondo intero.

Buon mondiale a tutti!

domenica 8 giugno 2014

Luca e Frosinone, una storia in comune, una festa per due!

La coincidenza, un pò, è voluta. Avevamo messo il cerchietto su questa data, che doveva concludere la nostra rubrica a tre settimane esatte dalla fine del calendario e, in coincidenza con la giornata che poteva, come è stato, decretare il ritorno in B del Frosinone. Luca e il Frosinone, una storia in comune. Nessuno se la dimentica l'estate del 2006. Si era appena chiuso il terzo campionato della nostra storia fantacalcistica, ed il terzo scudetto di Luca è stato accompagnato da eventi incredibili. Il primo, l'approdo su internet, la creazione del blog che era nato appena un mese prima: si è trattato del primo scudetto festeggiato virtualmente, il primo della era "moderna". Ma questo andò quasi in secondo piano con l'altro grandissimo evento di inizio estate: la prima storica promozione del Frosinone in Serie B. Il Frosinone ci provava da qualche anno, ma in fondo nessuno ci credeva. Noi abituati a vedere il calcio che conta solamente in TV...avere a 8 chilometri una squadra in Serie B non era neanche immaginabile. Peraltro, quella che ci si apprestava a vivere era la Serie B più seguita della storia, con "graditissime ospiti" squadre blasonate come Genoa, Napoli e, soprattutto, la Juventus. L'incredibile estate del 2006, infatti, è stata anche quella di Calciopoli, dello scandalo più grande nella storia del calcio, della prima storica retrocessione in B della squadra più rappresentativa d'Italia: la Juventus. E anche per questo la promozione del Frosinone aveva ancora di più dell'incredibile. Lasciamo un attimo stare a quello che ci avrebbe riservato il destino neanche un mese e mezzo dopo: non parliamo della vittoria mondiale, ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia. Per ora voglio solamente omaggiare il Frosinone per il suo ritorno in B, ritorno strameritato per quello visto sia nella stagione regolare (primato tenuto per molte giornate, scippato dal Perugia nel finale che nell'ultimo decisivo scontro diretto, davanti al suo pubblico, ha sofferto incredibilmente il Frosinone conquistando la B con un inguardabile catenaccio) che in questi playoff, dove dopo aver avuto la meglio di due grandi piazze come Salernitana e Pisa, si è vinto la finale contro la favorita, alla vigilia, di questa stagione, il temutissimo Lecce di Miccoli. Frosinone di nuovo in B dunque, dopo tre anni in cui il Frosinone ci ha sempre provato a tornare tra i cadetti. E come nel 2006, già detto, scudetto per Luca. Era il secondo quella volta, è il quarto quest'anno. Di Luca abbiamo già detto miliardi di volte quello che pensiamo; questa volta aggiorniamo solamente il conto dei record, con il tantissimo voluto record di Massimiliano finalmente eguagliato nella statistica dei scudetti vinti: la statistica che conta davvero di più. Un Luca straordinario, che ha strameritato questo ennesimo trionfo e che ora può finalmente godersi la fine del peso di sentirsi, a dispetto di tutti gli altri numeri, il secondo di questa lega. Luca proprio non riesce a non sentirsi il migliore di questa lega; ha sofferto nel non essere il più grande e finalmente, grazie alle sue immense capacità, è riuscito a riprendersi lo scettro. Ed ora, potrei giurarci, difficilmente vi riuscirà. Del resto, dietro l'angolo, c'è già una nuova stagione dove l'obiettivo sarà quello del quinto scudetto, quello che lo porterebbe addirittura a staccare Massimiliano e ad essere si davvero ineguagliabile. La fame di Luca non si placherà, ne siamo certi. Né ora, né mai. Complimenti al nostro cannibale! Complimenti a tutti per questa grande stagione! Complimenti al Frosinone! Ed ora chiudiamo davvero per questa stagione. Da ora si pensa al Mondiale!

giovedì 5 giugno 2014

Emiliano: c'è un Rossi bravo e sfortunato anche qui

Due storie completamente diverse, vagamente analoghe, accomunate però dal cognome più diffuso d'Italia: Rossi. Il nostro signor Rossi, Emiliano, lo abbiamo purtroppo sempre accomunato poco con il suo illustre omonimo nel motociiclismo (che forse qualcuno se lo dimentica ma che resta uno dei più vincenti della storia). Il paragone, invece, calza invece molto di più con il Rossi più discusso del periodo, Giuseppe: caratterizzato anch'egli da un talento cristallino, Giuseppe Rossi, proprio come Emiliano, è però soprattutto famoso per la sua sfortuna. Per Giuseppe, protagonista del classico "caso pre-mondiale" dovuto alla sua mancata convocazione, la stagione è stata davvero iellata prima con l'infortunio ed ora con questa doccia fredda che è comprensibilmente difficile da digerire, soprattutto considerando che è la terza mancata convocazione importante dopo il Mondiale 2010 e l'Europeo 2012. Per Emiliano, i rimpianti riguardano il non aver concretizzato la stagione che, dati alla mano, è la migliore di sempre, con il record eguagliato in Serie A (2° posizione come nella stagione del debutto, dieci anni fa) e il record personale di punti. In poche parole, il digiuno di Emiliano, ancora alla ricerca dopo più che un decennio del suo primo titolo in questa lega, continua; e definirlo ormai un taboo o maledizione è quasi riduttivo. Il legame tra Emiliano e Giuseppe, però, non finisce qui. Tra loro, in questa stagione, c'è stata una grandissima empatia e vicinanza di sentimenti, essendo Emiliano il suo proprietario fantacalcistico. E come un padre, Emiliano ha gioito con Giuseppe ad ogni suo gol e sofferto per il suo lungo infortunio; un infortunio che ha fatto perdere il Mondiale a Giuseppe e, forse, lo scudetto ad Emiliano. Sono anche queste le storie del nostro fantacalcio. Quel che resta, comunque, è un grandissimo Emiliano che si conferma uno dei tre senatori sempre presenti in Serie A e, soprattutto, che torna a grandissimi livelli. Complimenti dunque a Emiliano, che con questo secondo posto è intenzionato a segnare la svolta nella sua carriera.

domenica 1 giugno 2014

Per Simone è una stagione eccellente!

Primo anno in Serie A, primo anno che ci si trova a far fronte col lavoro e la "lontananza" dalla propria squadra con tutti i problemi annessi dovuti al non poterla seguire con l'attenzione e il tempo dovuto. Insomma, c'erano tutti gli ingredienti perché questa stagione si trasformasse nella classica stagione della debuttante che come capita spetto qui in Serie A si deve accontentare di una fugace apparizione di un anno. E invece Simone ha dimostrato di che pasta è fatta, aggiungendosi al pian piano sempre più nutrito gruppetto di coloro che ce l'hanno fatta. Coloro, cioè, che arrivati dalla Serie B sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante nella massima serie e facendo compiere un nuovo ulteriore passo al processo di ricambio generazionale nella nostra lega. Partito alla grande, con il miglior punteggio alla prima giornata, Simone è stato visto in tutto il girone d'andata con un certo pessimismo, convinti che la sua discesa prima dal podio, e poi dalle posizioni più in vista della classifica ne facevano di lui un chiaro candidato alla retrocessione. E ammettiamolo, in molti di noi hanno proprio pensato che il destino avrebbe lui riservato proprio il ritorno tra i cadetti. A partire dal girone di ritorno, però, qualcosa è cambiato. E' avvenuto infatti il cambio di marcia; il cambio di marcia che Simone ha atteso con tanta pazienza e fiducia nei propri mezzi, convinto come è della sua forza e delle sue capacità. E così, senza fare proclami, Simone ha risposto a tutti noi con i fatti, conquistando ben presto il rispetto della sempre molto diffidente Serie A. La rimonta è culminata con uno splendido podio che ha messo in luce anche la cattiveria agonistica di Simone, che ha approfittato lucidamente e senza troppi pensieri del calo di Mario in questo finale di campionato, iniziato con l'appagamento per la vittoria in Coppa di Lega. Un podio che nonostante sia stato conquistato quasi furtivamente, è strameritato e va visto come il giusto simbolo della consacrazione di questo partecipante che, dopotutto, detiene un fantastico quanto incredibile record: è l'unico, in 6 anni di carriera, a non aver mai fatto peggio dell'anno prima. La sua carriera è una progressione costante, partito dalla misera settima posizione in Serie B e arrivato oggi a questo podio in Serie A. E chissà che il prossimo anno migliorerà ancora questo record: potrebbe davvero significare che si entra nella storia! Ma per ora, ovviamente, Simone pensa solamente a godersi il meritato riposo e questo podio strappa applausi. Complimenti!!

mercoledì 28 maggio 2014

La spedizione vincente di Mario arriva a Quarto!

Sempre vincente,sempre decisivo. Mario non ha vinto lo scudetto, il secondo di fila, ma nessuno in verità glielo chiedeva. Sapevamo che questa è un'impresa difficilissima da ripetere, impossibile da pretendere. Ma ciò non vuol dire che le aspettative e le pressioni su Mario non esistevano. Quel che da Mario ci si attendeva era una conferma sulle sue capacità di reggerte i ritmi della Serie A, di essere sempre presente lì dove si decidono i destini di una stagione, di essere, in breve, una big di questa lega. E questo Mario lo ha confermato.E' partito, dopo l'asta, un pò in sordina a dir la verità. Dopo cinque stagioni di altissimi livelli qualcuno ancora non scommetteva due lire su quella squadra sembrata troppo "abbordabile". Mario però, come sempre non ha sentito le voci in giro, ha abbassato la testa e lavorato sodo come lui sa fare, e da sempre ha fatto. Ha sgomitato per un anno nelle zone centrali della classifica, non perdendo mai di vista il podio; per molte giornate è riuscito anche a rientrarvi, divenendo persino il primo inseguitore di Luca, che lo ha guardato sempre con un certo timore; meglio, rispetto. Quando dal gruppone centrale Stefano e Massimiliano si sono pian piano allontanati, Mario ha capito che è con Emiliano e Simone che se la sarebbe vista per conquistare la seconda posizione. Nel frattempo, gli obiettivi di Mario erano diventati due, dal momento che è arrivata la possibilità di conquistare la prima Coppa di Lega della sua storia. Dovendo centellinare le energie residue, tra i due obiettivi Mario ha chiaramente preferito vincere il trofeo, missione riuscita grazie ad un sorpasso storico sul rivale Massimiliano, che ha così mancato di un soffio la vittoria del suo decimo trofeo. Mario ha lungamente festeggiato per la vitoria del suo sesto titolo in carriera (come Luca e Alessandro, che però di anni in lega ne hanno fatti molti di più!) e questo, indubbiamente ha costato caro nella volata per il campionato, dove per un soffio si è usciti dal podio. Peccato perché con il terzo posto la stagione si sarebbe definita a dir poco trionfale, ma in fondo va benissimo così. Mario ha dato comunque dimostrazione di essere uno dei più temibili rappresentanti di questa bellissima e competitivissima Serie A.

martedì 27 maggio 2014

Il quinto posto per Massimiliano è un mezzo fallimento

Può sembrare eccessivo parlare di fallimento per un quinto posto, ma l'onere e la responsabilità dell'essere dei campioni prevede anche questo: essere esaltati (ma neanche tantissimo) quando va bene, essere messi alla gogna quando va (ma neanche tanto) male. Ma dopotutto è lo stesso Massimiliano che non si nasconde, definendo lui stesso, questa stagione, un fallimento. E a vedere i numeri di Massimiliano, effettivamente, c'è da credergli, dal momento che era dal 2006 che in campionato non si faceva peggio. E c'è di più: in quell'anno, l'anno in cui iniziò l'incredibile ciclo di Max, si portò a casa la Coppa Italia, e scusate se è poco. Sono ormai due anni che Massimiliano non vince più un trofeo e la "decima" (il decimo trofeo) sta diventando davvero un'ossessione che, si spera, non duri 12 anni come accaduto per il Real Madrid. Il rischio è quello di perdere il feeling con il successo, l'appetito per le vittorie e, cosa ancor più grave, la convinzione e la forza nei propri mezzi. Con il passare del tempo arrivano in Serie A nuovi talenti che non hanno mai visto Massimiliano dominare e vincere alla sua maniera; non c'erano quando ha fatto il record imbattuto (e forse imbattibile) dei 2892 punti; non sanno cosa significa vedere vincere per quattro anni consecutivi sempre lo stesso partecipante. E non sapendo ciò, gli avversari perdono nei suoi confronti il timore reverenziale, meglio, la paura, che un pò contraddistingueva tutti noi quando ci trovavamo al cospetto dell' "animale". Insomma, che fine ha fatto Massimiliano? Lui promette che tornerà nuovamente il più grande di tutti. Noi sappiamo che non sarà facile e che, in un certo senso, dovrà ricostruire tutto da zero, a partire dalla mentalità. Ma se c'è una persona in grado di fare il brutto e il cattivo tempo (oltre a Luca)...fidatevi, quello è Massimiliano.

domenica 25 maggio 2014

C'è la salvezza per Sefano e Daniele, aspettando Godot

E' Max ad essere uscito allo scoperto lanciando la provocazione: ma come si fa ad arrivare sesti avendo in squadra Destro, Cerci, Immobile? E in effetti la domanda è più che lecita. Fatto sta comunque che per Stefano e Daniele arriva il primo obiettivo stagionale, che ovviamente è la salvezza. Questa vulcanica coppia, ormai, fanno parte dei veterani della Serie A e la prossima, per loro, sarà la quarta stagione consecutiva. Ad inizio anno sono partiti male, molto male, al punto che subito abbiamo pensato, tutti, che sarebbe stato l'anno della retrocessione; ma Stefano e Daniele come sempre hanno buttato fuori il carattere, la tenacia e la compattezza che da sempre li contraddistingue, andandosi a prendere una salvezza meritatissima. La rimonta, iniziata con il fatidico sorpasso su Alessandro, è stata dopotutto davvero impressionante e sembrava potesse portare addirittura ad un podio; è solo il calo di forma nel finale di stagione che ha fatto perdere contatto nei confronti di Simone e Mario e, infine, fatto perdere l'infinito duello con Max per il quinto posto. Poco male, l'unica vera perdita è la Champion's il prossimo anno, ma la qualificazione in Europa League, competizione che hanno già vinto lo scorso anno, appare comunque appetibile per la voglia che c'è di andare a fare quello che nessuno ha mai fatto: vincere due coppe Europee. Quello che manca veramente, allora, è la cosiddetta ciliegina sulla torta o, a dirla in "politichese", quel "quid" che contraddistingue i campioni. Tre ottimi anni tra gli otto grandi del nostro fantacalcio sono tanta roba, ma la mancanza di un trofeo inizia a farsi sentire. Ed è forse proprio per questo che Daniele, a cui l'anno prossimo vorremmo assegnare la denominazione della squadra (non me ne voglia Stefano, ma lui il suo ciclo l'ha fatto, ora è giusto dare anche a Daniele la possibilità di entrare finalmente nelle nostre statistiche, visto che attualmente è come se non avesse mai giocato con noi), ha messo le mani avanti promettendo ai fan addirittura la vittoria dello scudetto. La stagione, la prossima, è già iniziata.

venerdì 23 maggio 2014

Alessandro ed Enrico, se ne va un pezzo di storia

Primo capitolo della rubrica di fine stagione. Il capitolo, ovviamente, che tutti vogliono evitare dal momento che è quello che rende omaggio alle squadre più sfortunate, ma non solo, della stagione. Non ci riferiamo a due squadre qualsiasi, né tanto meno a due meteore che non hanno avuto neanche il tempo di ambientarsi in Serie A. Parliamo di 13 titoli in due, tra cui 1 scudetto, 4 Coppe Italia, 2 Coppe di Lega e 2 trofei europei; parliamo del "presidente" (quest'anno solo simbolicamente, non avendo alcuna carica istituzionale eccezion fatta che per quella dell'addetto al mercato) Alessandro e del predestinato Enrico, due veri pezzi di storia della lega. La sempre crescente competitività raggiunta da questa lega, infatti, fa sì che il cambio generazionale non guardi in faccia a nessuno e vada a colpire anche loro. Seppur accomunati dalla retrocessione, quella di Enrico ed Alessandro sono state due stagioni diverse, molto diverse. Enrico è stato vittima, oltre che di scelte sbagliate in fase d'asta, di uno stato di forma sempre pessimo durante tutto l'arco della stagione a cui si è aggiunta la solita distrazione e trascuratezza del talento di via Pescara. Genio e sregolatezza, come si usa dire. Enrico aveva perso già da un annetto lo smalto che lo aveva contraddistinto nella prima fase della sua avventura in A, ma non aveva perso ancora il vizietto di vincere e di sfornare punteggioni. Quest'anno è mancato anche questo. Si spiega così la frustrazione e la delusione di Enrico, uno che ha sempre l'abitudine di posizionare in alto l'asticella degli obiettivi e che, proprio per questo, è costantemente a rischio di perdere gli stimoli. E' probabilmente accaduto questo, in un Enrico che si trova evidentemente alla chiusura di un ciclo e che ora, dopo 5 anni in Serie A, dovrà cancellare tutto per ripartire da zero, in Serie B; cercando di ritrovare l'entusiasmo degli albori. L'entusiasmo, invece, ad Alessandro non è mai mancato. Tuttavia, nella stagione del suo pronto rientro in Serie A dopo appena un anno di B, Alessandro scivola nuovamente sulla buccia di banana, rovinando tutti i piani ed i propri sogni di gloria. Colpa del portiere sbagliato, delle punte sbagliate e in generale di una rosa disomogenea, con tanti talenti e troppa, troppa gente che ha deluso e che, a posteriori, non meritava e non ha ripagato tutta la fiducia che gli è stata riservata. Se ne va così Alessandro, dopo una stagione di alti e bassi dove dalla metà della classifica in cui si era partiti ci si è afflosciati sempre di più fino al fatidico sorpasso subito da Stefano. Da lì c'è stata dapprima il tentativo di reazione, poi il momento dello sconforto e, infine, quello del difendere l'onore e la dignità, la cosa che meglio gli è riuscita. Ma concretamente, poco cambia: è pur sempre Serie B. Oggi è il momento di riflettere e di dimenticare, di riposare e recuperare le energie facendo il punto della situazione. Ma già da domani Alessandro ed Enrico, ne siamo sicuri, si tireranno su le maniche e, con umiltà, si immergeranno nella nuova realtà, con l'unico obiettivo di tornare qui. Questo è solo un arrivederci!

martedì 20 maggio 2014

Giornata 38, ennesima opera d'arte del meraviglioso Luca

Finisce nel migliore dei modi, come è giusto che sia, la trionfale stagione di Luca. Arriva l'ennesimo punteggio stratosferico (88.5), infatti, per la capolista che si aggiudica il quarto scudetto della sua incredibile carriera. Un anno dominato, con uno scudetto mai in dubbio in questa seconda parte di stagione, che fa registrare il terzo risultato di sempre nella storia della nostra lega in serie A: 2824.5 punti. Uno scudetto che risulta ancor più prestigioso visto il livello di questo campionato, il migliore di sempre numeri alla mano: pensate che i primi sei, ossia tutti coloro che restano qui, hanno superato la quota dei 2700, tradizionalmente il confine per stabilire se si è fatto un'ottima stagione oppure no. Dietro allo splendido Luca, si piazza come previsto il miglior Emiliano (71) di sempre: per lui record di punti e conseguente secondo posto in Serie A che mancava dalla stagione 2003-2004; peccato davvero, a posteriori, per l'infortunio di Rossi: sarebbe davvero potuta essere una stagione diversa. Arriva per appena mezzo punto il podio, meritatissimo, a Simone (67), la vera sorpresa della stagione. Mario (71.5) ha provato a riprendersi in extremis a riprendersi la terza posizione, ma non è stato sufficiente. Complimenti comunque ad entrambi perché, per motivi diversi (il primo era un neopromosso, il secondo era il campione in carica) avevano davanti una stagione in cui erano sotto esame, e lo hanno brillantemente superato. E' Massimiliano (74), poi, a vincere il duello per il quinto posto, che consente l'accesso ai Play Off di Champions, su Stefano / Daniele (68). Nonostante questo, il presidente Max non si nasconde e definisce la sua stagione fallimentare; più cauta la vulcanica coppia di Frosinone, che accetta di buon grado la salvezza pur non nascondendo l'amarezza per non essere riusciti a fare il tanto atteso exploit. Chiudiamo infine con le due retrocesse, Alessandro ed Enrico. Loro questo finale di stagione lo hanno vissuto agli antipodi: Alessandro (79.5) impegnandosi come sempre, forse più di prima, per onorare il campionato; Enrico (50.5), al contrario, si è definitivamente lasciato andare accumulando moltissimi punti di ritardo. E' evidente che Enrico sente molto la amancanza di stimoli in questo periodo; sarà fondamentale, per lui come per Alessandro, ritrovarli nella prossima stagione, quando dovranno riadattarsi ad una realtà completamente diversa come la Serie B. Per quest'anno il racconto del campionato finisce qui. Ora ci aspettano le meritate vacanze e l'attesissimo mondiale brasiliano, ma prima di questo ricordo a tutti che c'è la tradizionale rubrica di fine stagione! Grazie di cuore a tutti per rendere questa la lega più bella e competitiva in assoluto!

PUNTEGGI
88.5 Luca
79.5 Alessandro
74 Massimiliano
71.5 Mario
71 Emiliano
68 Stefano / Daniele
67 Simone
50.5 Enrico

CLASSIFICA FINALE
Luca 2824.5 - SCUDETTO
Emiliano 2761.5
Simone 2737
Mario 2736.5
Massimiliano 2715
Stefano 2702.5
Alessandro 2664.5 - RETROCESSO IN B
Enrico 2587.5 - RETROCESSO IN B

venerdì 16 maggio 2014

Passerella finale per Luca

E così siamo arrivati alla fine di questa stagione, la numero 11. Cominciano davvero ad essere tante.Tuttavia, ci sembra ieri quando, nel 2004, Luca vinceva il primo scudetto della storia della nostra lega. A dieci anni di distanza, ecco che Luca si appresta a vincere il suo scudetto numero quattro, uguagliando l'incredibile record di Massimiliano. Manca solamente un turno per ufficializzare questa vittoria che, pure, sembra essere acquisita da mesi. Restano novanta minuti, e poi la gioia di Luca potrà esplodere. E' stata una stagione davvero lunga e faticosa; lo diciamo sempre ma è la verità. Il fantacalcio ceccanese è stressante, richiede impegno, perizia e cura dei minimi particolari, e non è sempre facile. In questo, Luca è impeccabile. Nulla viene mai dato per scontato, ogni cosa viene valutata, ed i risultati arrivano. In questo modo è stata battuta la concorrenza del campione in carica Mario, dell'affamato Emiliano che non sa pià cosa fare per vincere questo primo benedetto trofeo, dell'ambizioso Simone che alla sua prima stagione di Serie A arriva all'ultima giornata con la concreta possibilità di raccogliere un grandioso podio. Non abbiamo più molte parole da dire a Luca, perché in undici anni di complimenti e di aggettivi ne abbiamo utilizzati sin troppi; semplicemente, mi viene da definirlo come il miglior rappresentante del fantallenatore-tipo. Con lui è davvero difficile avere la meglio, perché è come giocare sempre in trasferta; il fantacalcio è il suo pane, sembra un gioco inventato da lui e per lui. Questo dà ovviamente grandissima soddisfazione a batterlo, ma è normale che il più delle volte sia lui a vincere. Chapeau. Più dietro, ci sono Massimiliano e Stefano, due grandissimi personaggi di questa lega che si ritrovano però da un paio di anni a lottare sempre in mezzo alla classifica; alla loro tenacia ed al loro grande carattere basterebbe solamente aggiungere quel pizzico di qualità per dominare questa sempre più competitiva Serie A o comunque ottenere risultati più motivanti che il quinto posto di oggi. Infine, questa è anche l'ultima giornata tra i grandi di Alessandro ed Enrico; due che hanno fatto la storia di questa lega (13 trofei in due) ma che quest'anno hanno vissuto un'annata al di sotto delle aspettative, per errori, un pò di sfortuna e tante, tante scelte rivelatesi sbagliate. Per loro arriva il giorno dei saluti; di certo è un arrivederci e non un addio. Buona trentottesima giornata di campionato a tutti. Divertiamoci, per l'ultima volta, a consegnare la formazione; dopotutto questo è un gioco!

lunedì 12 maggio 2014

Giornata 37, un Simone da terzo posto rialza la cresta

Era sceso dal podio alla decima giornata, convinto di poterselo riprendere a breve. E invece è iniziato una sorta di inverno con Simone, con un calo di forma che ha sospettare in molti che la neopromossa potesse sgonfiarsi e pagare, a lungo andare, lo scotto con il cambio di categoria. Si parlava addirittura di rischio retrocessione per Simone, che tanti anni, precisamente cinque, aveva aspettato prima di prendere finalmente il treno giusto per arrivare qui. E tutta questa attesa non poteva essere certamente tradita; non da un partecipante che negli anni ha accumulato grandissima esperienza e, a vedere la sua progressione in carriera, non ha mai fatto peggio dell'anno prima: una sorta di record. Migliorarsi sempre, di anno in anno, per un lustro non è da tutti: Simone ci sta riuscendo. Con l'arrivo del nuovo anno Simone pian piano ha rimesso le idee in ordine, ed è ripartito. Smentendo tutti, la forma è tornata ed anzi è cresciuta proprio nella fase decisiva, dove ci si gioca una stagione. Arriviamo così alla giornata numero 37, e Simone realizza il suo quinto miglior punteggio in Serie A (78.5). Si rientra sul podio. Ad essere scalzato è un pò a sorpresa Mario (62.5) che ad un certo punto in molti davano come favorito addirittura per la seconda posizione. Tuttavia, dopo la vittoria in Coppa di Lega, Mario si è improvvisamente sgonfiato; segno che evidentemente era già al limite da molte giornate e che le gambe stavano iniziando a cedere; l'appagamento per la vittoria e l'inconscia soddisfazione per il titolo hanno fatto il resto. Ma a ridere non è solamente Simone, che resta comunque appena cinque punti avanti a Mario, bensì Emiliano (77), che si assicura così la conquista di una prestigiosa seconda posizione. Punti preziosi (66.5) sono quelli guadagnati da Massimiliano su Stefano / Daniele (63), che dovranno compiere una vera impresa per strappare la quinta posizione all'avversario. In zona retrocessione è Alessandro (78.5) a togliersi nuovamente lo sfizio del miglior punteggio, mentre Enrico (60) sembra volersi congedare da cinque anni di Serie A nel peggiore dei modi. C'è ancora un turno per rimediare, anche se sarà impossibile rubare la scena alla capolista Luca (73), che ha messo già in fresco lo champagne per il quarto scudetto.

PUNTEGGI
78.5 Simone
78.5 Alessandro
77 Emiliano
73 Luca
66.5 Massimiliano
63 Stefano / Daniele
62.5 Mario
60 Enrico

CLASSIFICA
Luca 2736
Emiliano 2690.5
Simone 2670
Mario 2665
Massimiliano 2641
Stefano 2634.5
Alessandro 2585
Enrico 2537

mercoledì 7 maggio 2014

Giornata 36, profumo di scudetto per Luca

La primavera inoltrata, il primo caldo, l'esplosione della natura. Sono tutti i segni dell'estate che pian piano arriverà e, conseguentemente, della nostra stagione fantacalcistica che ormai è agli sgoccioli. In Serie A, a differenza delle altre serie dove la lotta è serratissima, i verdetti, almeno quelli principali, sembrano ormai già assodati. In Serie B se ne andranno Alessandro (73.5) ed Enrico (60), mentre lo scudetto è ormai nelle mani di Luca. Con praticamente cinquanta punti di vantaggio a due giornate dalla fine, Luca si appresta ormai a vincere il suo quarto scudetto in carriera; uno scudetto che gli permetterà di raggiungere Massimiliano come primatista di questa esclusivissima classifica dei plurivincitori di scudetti. Niente e nessuno potrà ormai togliere lo scudetti al nostro "cannibale", che continua a monopolizzare il nostro campionato con una nuovo miglior punteggio (75.5), il secondo consecutivo. Numeri da capogiro per questa inarrestabile superpotenza della nostra lega. E con un Luca che ormai fa corsa a sé, è ovvio che tutta la nostra attenzione si sposta ora nella bellissima corsa per il podio, dove in lotta ci sono almeno tre agguerritissimi partecipanti. Secondo in classifica vi è attualmente Emiliano, pronto a salire su quel podio da dove manca addirittura dal 2006 (e l'unica seconda posizione risale addirittura alla prima stagione, nel 2004). Emiliano, pur con passo tranquillo (67.5), ha guadagnato in questo turno punti preziosissimi su un Mario (63) apparso molto stanco e appagato dopo la vittoria in Coppa di Lega. Per il campione in carica, però, il podio è un risultato assolutamente da difendere con le unghie e con i denti, dal momento che sarebbe un risultato di grande prestigio che confermerebbe le sue ormai indubbie qualità di manager e, più concretamente, gli farebbe acquisire il pass diretto per la Champion's League. I pericoli per lui, però, arrivano dalla rincorsa che sta attuando Simone (64.5) ormai ad appena 11 punti dalla terza posizione. Il fatto che Simone in questa giornata abbia guadagnato qualche punto anche con una insufficienza potrebbe aumentare considerevolmente la sua voglia di vincere questa volatona finale che si preannuncia emozionante. Sarà volata, infine, anche per il quinto posto, che regala l'ultimo pass per i Play Off di Champions, tra Massimiliano (68.5) e Stefano / Daniele (63.5). Le due squadre sono davvero ravvicinate e non vogliono assolutamente perdere l'occasione di disputare la più importante competizione europea. Buon finale di campionato a tutti!

PUNTEGGI
75.5 Luca
73.5 Alessandro
68.5 Massimiliano
67.5 Emiliano
64.5 Simone
63.5 Stefano / Daniele
63 Mario
60 Enrico

CLASSIFICA
Luca 2663
Emiliano 2613.5
Mario 2602.5
Simone 2591.5
Massimiliano 2574.5
Stedan 2571.5
Alessandro 2506.5
Enrico 2477

martedì 29 aprile 2014

Giornata 35, rigore è quando arbitro fischia

Settimana davvero triste questa appena trascorsa, dove ci hanno lasciato due importantissime figure del calcio mondiale, entrmabi allenatori: Tito Vilanova e Vujadin Boskov. Al primo abbiamo dedicati la copertina della Serie D, a Boskov dedichiamo questa. Un allenatore vecchio stampo, alla Trapattoni ed alla Carletto Mazzone, che ha davvero segnato un'epoca in Italia e nel mondo. Con la Samp ha vinto lo storico scudetto (1991) di Vialli e Mancini e fatto arrivare la squadra genovese fino alla finale di Champion's del 1992, persa contro il Barcellona. Ma se lo ricordano anche i tifosi del Real Madrid (scudetto 1980 e finale persa in Champions anche qui, nel 1981) e della Roma, dove ha fatto debuttare un ragazzino di nome Francesco Totti. Una grandissima persona, carismatico, ironico, di poche parole e molto concreto. L'omaggio glielo fa il più illustre dei nostri fantallenatori, ossia la capolista Luca (78) che inizia già a preparare la festa per il quarto scudetto. La giornata appena trascorsa ha visto poi ben due sorpassi: uno sul podio, con Emiliano (73) che non demorde e si riprende il secondo posto su un Mario (65.5) distratto ancora dal trionfo in Coppa di Lega; l'altro in zona Play Off, con Stefano e Daniele (77.5) che si riprendono la quinta posizione ai danni di Massimiliano (73.5) in un duello che va avanti ormai da parecchie settimane. Ottima la prova di Simone (75.5) che inizia seriamente a pensare al podio, in quello che sarebbe il colpaccio di fine stagione.  I peggiori punteggi, infine, sono di Alessandro (64) ed Enrico (63.5), che sembra quasi che non vedano l'ora che questo periodo di agonia, in attesa della retrocessione, finisca prima possibile. Alla prossima!

PUNTEGGI
78 Luca
77.5 Stefano / Daniele
75.5 Simone
73.5 Massimiliano
73 Emiliano
65.5 Mario
64 Alessandro
63.5 Enrico

CLASSIFICA
Luca 2587.5
Emiliano 2546
Mario 2539.5
Simone 2527
Stefano 2508
Massimiliano 2506
Alessandro 2433
Enrico 2417

venerdì 25 aprile 2014

Coppa di Lega - Il Re Mario completa il triplete!

Lo scudetto, la Supercoppa ed ora la Coppa di Lega. Mario conquista la Coppa di Lega 2013-2014 e completa così un'incredibile triplete. Tutto quello che c'era da vincere, in Serie A, Mario l'ha vinto. Davvero una grandissima prova di forza del talento ceccanese, che si conferma così come una squadra vincente (la più vincente di sempre se si considera che in 5 stagioni ha conquistati 6 titoli, una media spaventosa!). Era fondamentale dare continuità al trionfo inaspettato dello scorso anno, c'era in ballo la credibilità di un manager che in molti, a torto, hanno considerato un fuoco di paglia. E invece no: Mario è, con pieno diritto, nella storia della nostra lega come uno dei manager più vincenti di sempre. Eppure non era facile. Dopo il sorpasso ai danni di Massimiliano nel penultimo turno, c'era da battere un Enrico sempre insidioso, soprattutto in questa competizione dove è detentore del record (insieme a Marco ed allo stesso Massimiliano) di trofei vinti (2); c'era poi un Massimiliano con il dente avvelenato che non voleva rinunciare per nulla al mondo al finora irraggiungibile record dei dieci trofei in lega; c'era, infine, un Simone che, da terzo incomodo, sognava di approfittare della pressione altrui, con l'obiettivo di andarsi a prendere un finora mai visto spareggio. C'erano tanti fattori da valutare, da tenere in considerazione e non sottovalutare; ma più di tutti ha prevalso l'esperienza, il talento e l'incredibile fame di uno dei partecipanti più silenziosi della lega ma che, probabilmente, come nessuno bada ai fatti. Arriva così un 2 a 0 contro Enrico, il classico risultato all'inglese che meglio di tutti rispecchia la filosofia di Mario, sempre attento a non prenderle ed efficace come pochi altri a darle. Mario rende come sempre il suo compito più semplice di quello che poteva sembrare e a questo punto inutile diventa la sudata vittoria di Massimiliano, 2 a 1, contro uno Stefano / Daniele  che schiumava rabbia per la beffa subita nel penultimo turno che lo aveva estromesso dalla lotta. Massimiliano sale a 14 punti, ma Mario è lassù, a 16: imprendibile. Dietro, Simone perde il match contro Alessandro, che sale a 9 superando per numero di gol segnati anche Stefano / Daniele, ma mantiene comunque la terza posizione, con 10 punti: al debutto, non può certamente essere insoddisfatto. Cambia poco, infine, nella parte finale della classifica: Enrico resta a 7, ma nè Luca (6) né Emiliano, che termina ultimo a 5 punti, ne approfittano, pareggiando per 1 a 1. Per quest'anno basta così. Ancora complimenti a Mario!

CLASSIFICA FINALE
16 Mario
14 Massimiliano
10 Simone
9 Alessandro
9 Stefano / Daniele
7 Enrico
6 Luca
5 Emiliano

martedì 22 aprile 2014

Giornata 34, l'impalpabile insoddisfazione di Mr. B.

La giornata era da dedicare a Mario, che con un bel 76 si è ripreso di prepotenza la seconda posizione ai danni di un pò troppo atavico Emiliano (68). Tuttavia, dal momento che al neovincitore della Coppa di Lega sarà dedicato il prossimo post, prendiamo spunto per occuparci, dopo Enrico, anche dell'altro partecipante prossimo alla Serie B. Alessandro torna a realizzae un miglior punteggio (77.5), ma lo fa, ormai solamente per la statistica. La lotta per la salvezza è ormai chiusa da tempo e la rassegnazione, come per Enrico (61), è già arrivata. Tuttavia, come anche Enrico lo scorso weekend, anche Alessandro fa di tutto per confermare a tutti che la sua è stata più di tutto un'annata storta. In un campionato competitivo come la Serie A sbagliare anche il minimo particolare può essere drammatico, figurarsi sul punture su un trio formato da Vucinic - El Shaarawy - Gomez ad inizio stagione. Di fronte a queste scelte sbagliate, a cui si aggiungono Abbiati e i tantissimi rigori sbagliati, nessuno avrebbe potuto fare nulla. Alessandro, però, nonostante tutto è stato in gara per due terzi del campionato, ha sfornato sorprese, gol e rivelazioni come Strootman e Callejon. Alessandro è delusissimo poiché questa Serie A se l'era riconquistata partendo dalla Serie B ed ora si vede annullare di nuovo tutto lo sforzo. Con Enrico, sarà costretto il prossimo anno a ricominciare da zero in Serie B. Ovvia, allora, l'insoddisfazione e soprattutto l'amarezza per questo miglior punteggio che, a questo punto, sa quasi di beffa. Parlando di chi la Serie A la vivrà anche in futuro, segnaliamo l'ennesimo controsorpasso di Massimiliano (74) su Stefano / Daniele (71.5), impegnati in una sfida che vale l'onore e, soprattutto, la possibilità di andarsi a giocare i Play Off per accedere in Champion's League. Play Off che Simone (71) dovrebbe andare a prendersi quasi certamente, visti i quasi venti punti di vantaggio nei confronti proprio del duo di cui sopra. Salendo ancora di classifica, con Simone che di fatto è isolato al quarto posto, ecco che entriamo nel podio, dove accennato Mario ha compiuto il sorpasso su Emiliano, che comunque insegue appena un punto dietro: questa per il secondo posto è forse la sfida più importante di queste ultime giornate di campionato. Anche perché Luca (70), lo ripetiamo ormai da un mesetto, difficilmente si lascerà sfuggire il quarto scudetto. Alla prossima!

PUNTEGGI
77.5 Alessandro
76 Mario
74 Massimiliano
71.5 Stefano / Daniele
71 Simone
70 Luca
68 Emiliano
61 Enrico

CLASSIFICA
Luca 2509.5
Mario 2474
Emiliano 2473
Simone 2451.5
Massimiliano 2432.5
Stefano 2430.5
Alessandro 2369
Enrico 2353.5

domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua a tutti!

La Lega Fantacalcio Ceccanese, e in particolare il presidente Massimiliano e il sottoscritto, augurano a tutti, ed in particolare ai suoi membri ed alle persone che ci verranno a trovare su questo blog, di trascorrere una bellissima Pasqua e, tempo permettendo, pasquetta. Come è giusto che sia, il blog oggi si prende un giorno di vacanza e rimanda ai prossimi giorni il post sul campionato, anche se naturalmente tra i commenti ci sono tutti i risultati della giornata di ieri. Buona abbuffata a tutti!

giovedì 17 aprile 2014

Coppa di Lega, VII Turno - L'ultima curva decisiva

Ci siamo, è il momento di assegnare un nuovo trofeo, ossia la Coppa di Lega 2013-2014. "La coppetta", come l'ha risoprannomata Massimiliano, consapevole comunque di quanto questa competizione possa spesso motivare una stagione apparentemente senza gloria oppure possa far disperare chi non l'ha raggiunga. Prendiamo la coppia Stefano / Daniele, che sono ancora lì, infuriati ed amareggiati di essere stati sbattutti fuori dai giochi per il titolo per un pareggio sul filo di lana (con gol pareggio assegnato all'avversario per non averlo superato oltre il margine dei due punti). Insomma, non serve dirlo: questa competizione vale eccome. E vale anche di più per Massimiliano, secondo a 11 punti, che questa coppa vorrebbe conquistarla per arrivare a quel record finora mai raggiunto da nessuno dei 10 trofei in carriera. E allora possiamo immaginare come abbia fatto male la débacle contro Simone, in cui perse match e primato, quest'ultimo a vantaggio di Mario, che con 13 punti vede ormai la vittoria finale. Eh si, perché difficilmente Mario si lascerà scappare un'occasione del genere. Mario è inoltre anche favorito dal calendario, dal momento che affronta un Enrico (7) che non ha davvero più nulla a pretendere da questa competizione, mentre Massimiliano affronta ancora una volta un avversario diretto in campionato che lo ha appena sorpassato (in modo analogo alla situazione con Simone lo scorso turno!), peraltro col dente avvelenato come Stefano (9). A dirla tutta, infine, matematicamente in gara ci sarebbe anche Simone (10), che se la vedrà in quella sorta di derby con Alessandro (6) e che in caso di vittoria potrebbe ancora avere qualche chance nell'ipotesi di sconfitta di Mario e non vittoria di Massimiliano: in questo modo si andrebbe a parità con Mario e vi sarebbe l'inedito scenario di uno spareggio (novità questa introdotta in estate). Chiude la giornata, e questa annata, il match tra Luca (5) ed Emiliano (4): per loro una coppa di Lega da dimenticare, e non è una novità. La loro sfida è comunque importante per evitare il sempre scomodo ultimo posto.