Con l'esordio alle ore 18:00 dei campioni d'Italia della Juventus, impegnati nella trasferta contro il Chievo, partirà ufficialmente il campionato di Serie A 2014-2015. Grandissima l'attesa per questo debutto, che segnerà anche l'inizio del nostro fantacalcio, giunto ormai alla dodicesima edizione. Ovviamente, tantissima è l'attenzione e la curiosità intorno ai nostri otto big della Serie A, che inizieranno così la loro corsa alla realizzazione di quel sogno chiamato scudetto.
E non mancano ovviamente i motivi di interesse. Innanzitutto, i fati sono puntati certamente su Luca, chiamato a difendere il titolo di campione in carica in un anno che si preannuncia davvero difficile; riuscirà ancora una volta a confermarsi e ad aggiudicarsi il quinto scudetto? Sarebbe un record davvero eccezionale. Subito all'inseguimento andrà certamente Emiliano, che vuole finalmente sfatare la maledizione che lo accompagna fin dal suo esordio; dopo dodici anni, è tempo finalmente di alzarsi e conquistare questo benedetto primo trofeo. Occhio poi a Simone D, che archiviato il magnifico podio della scorsa stagione, conquistato al debutto, è prontissimo per questa nuova sfida, forse ancora più difficile, che lo vedrà impegnato a confermarsi e, perché no, a migliorarsi. Vuol tornare a vincere lo scudetto Mario, che da quest'anno, senza più gli occhi addosso di mezza lega, giocherà sotto le condizioni ambientali da lui preferite; partendo un pò nell'ombra, potrebbe davvero riverlarsi ancora una volta la vera sorpresa della stagione. Deciso a riprendersi il titolo di imbattibile è poi anche Massimiliano, che però a differenza di Mario viene già visto come uno dei possibili candidati allo scudetto, nel suo personale duello, a suon di scudetti, con Luca; senza dimenticare l'importanza di conquistare finalmente questo tanto voluto decimo trofeo, che allungherebbe ancora di più la sua grandissima striscia di record. Sarà l'anno zero, invece, per Stefano ed Alex, che sono prontissimi a partire per la prima volta da soci in questa avventura che si preannuncia straordinaria quanto difficile; il motto, per Stefano, sarà quello di dimenticare ed archiviare la parentesi con Mimì e pensare a giocare con la testa sgombra dai fantasmi che lo hanno accompagnato in questo inizio di campionato; per lui davvero c'è la possibilità di un nuovo raggiante inizio. E chiudiamo poi con le due neopromosse in Serie A, che non vedono l'ora di dimostrare il loro valore anche qui, dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo tra i cadetti. Dalla riunione ad oggi le loro quotazioni si sono molto alzate; si sono fatti sentire, hanno fatto capire di essere ormai maturi per ambire a qualsiasi risultati e già tutti in questa Serie A li rispettano e, un pò, li temono. Saranno all'altezza delle loro ambizioni? Staremo a vedere.
Finalmente, la parola passa al campo, unico vero giudice di questo gioco. Noi tutti non vediamo l'ora di iniziare, in questa che si preannuncia una delle stagioni più belle e combattute di sempre. Pronti? Buon divertimento a tutti!
sabato 30 agosto 2014
lunedì 25 agosto 2014
Strategie, bugie e segreti: tutto sarà rivelato... stasera!
Settimane e mesi trascorsi ad informarsi, su giornali e internet, giocando sporco e facendo finta di nulla. Il fantacalcio, per come si vive qui in Serie A, è fatto di tranelli, di segreti e di strategie da non rivelare. Ognuno di noi sta attento a non far capire (figuriamoci a dire!!) su chi si punta, sul giocatore che secondo noi farà la stagione della vita, sulla scommessa che si vuole vincere. Piuttosto, cerchiamo di distogliere l'attenzione sul giocatore oggetto del nostro desiderio parlando di altri "papabili obiettivi" o, più semplicemente, di nascondersi dietro a dei "no, non mi sono informato per niente..". La verità, però, è che siamo tutti dei piccoli bugiardi, intenti solamente a stupire prima e battere poi tutti gli altri per trionfare in questo che è il campionato più atteso e competitivo di tutti.
Signori e signori, benvenuti nella dodicesima asta dalla fondazione della Lega; benvenuti all'annuale rito sacro simbolo del nostro gioco: l'asta. Qui dove tutto è possibile, qui dove si decidono i destini degli otto partecipanti più invidiati della Lega, qui dove i sogni possono diventare realtà! Il luogo sarà quest'anno, per la prima volta nella storia, abbastanza lontano da Ceccano; al confine tra Alatri, Frosinone e Veroli precisamente, nella dimora del campione in carica Luca. Appuntamento alle ore 19:30, per iniziare il prima possibile.
Ricordo le formalità burocratiche da espletare questa sera:
I. Consegna dei premi e pagamento della prima rata (dopo l'asta tutti dovranno aver pagato almeno 34 euro);
II. Sorteggio della lettera con cui iniziare l'asta;
III. Sorteggio dell'ordine per dirigere l'asta (1 partecipante dirigerà i portieri, 2 i difensori, 3 i centrocampisti e 2 gli attaccanti);
IV. Sorteggio del calendario della Coppa di Lega;
V. Se fate in tempo e vi và, il giochino di fine asta con i voti alle squadre.
Bene, questo è tutto. Io purtroppo non potrò essere presente per via della concomitanza dell'asta della Serie B; ed è davvero un peccato. Tuttavia, vi faccio il più grande in bocca al lupo per una stagione straordinaria e ricca di successi! Ormai ci siamo, stasera si inizia. Buon divertimento!
Signori e signori, benvenuti nella dodicesima asta dalla fondazione della Lega; benvenuti all'annuale rito sacro simbolo del nostro gioco: l'asta. Qui dove tutto è possibile, qui dove si decidono i destini degli otto partecipanti più invidiati della Lega, qui dove i sogni possono diventare realtà! Il luogo sarà quest'anno, per la prima volta nella storia, abbastanza lontano da Ceccano; al confine tra Alatri, Frosinone e Veroli precisamente, nella dimora del campione in carica Luca. Appuntamento alle ore 19:30, per iniziare il prima possibile.
Ricordo le formalità burocratiche da espletare questa sera:
I. Consegna dei premi e pagamento della prima rata (dopo l'asta tutti dovranno aver pagato almeno 34 euro);
II. Sorteggio della lettera con cui iniziare l'asta;
III. Sorteggio dell'ordine per dirigere l'asta (1 partecipante dirigerà i portieri, 2 i difensori, 3 i centrocampisti e 2 gli attaccanti);
IV. Sorteggio del calendario della Coppa di Lega;
V. Se fate in tempo e vi và, il giochino di fine asta con i voti alle squadre.
Bene, questo è tutto. Io purtroppo non potrò essere presente per via della concomitanza dell'asta della Serie B; ed è davvero un peccato. Tuttavia, vi faccio il più grande in bocca al lupo per una stagione straordinaria e ricca di successi! Ormai ci siamo, stasera si inizia. Buon divertimento!
giovedì 21 agosto 2014
I partecipanti (#8) - Francesco
Come anche per l'altro neopromosso Gianmarco, le stellette assegnate al partecipante protagonista di questo ultimo capitolo della rubrica di presentazione della stagione sono tre. Forse un pò poche, considerando l'esperienza e la conoscenza del fantacalcio di un partecipante come Francesco Z; ma il discorso fatto per Gianmarco vale anche per lui. Lui che ha atteso ben cinque anni prima di ottenere la tanto voluta promozione, nonché la gioia del primo titolo in carriera (la sempre affascinante e ambita Coppa Italia), si ritrova infatti per la prima volta a contatto con questa realtà che non permette errori ed esige sempre il massimo, come non avviene da nessun'altra parte. La Serie A è il meglio a cui ogni fantallenatore può ambire e competere qui è difficile per tutti, sempre; figurarsi per chi non è mai stato abituato a conviverci. Da domani toccherà finalmente anche a Francesco Z parteciparvi; un debutto doppiamente importante anche per il fatto che debutterà giocandosi subito la possibilità di continuare a vincere, partecipando alla Supercoppa 2014 contro il campione in carica, Luca. Il compito è come detto difficilissimo, ma dalla sua c'è il piccolo vantaggio di conoscere molto bene un pò tutti i partecipanti, avendoli affrontati tra i cadetti o, come nel caso di Massimiliano o Luca, in Coppa Italia. Un bagaglio di esperienza e conoscenza che sarò certamente molto utile. Un grandissimo in bocca al lupo a Francesco Z, quindi; che non vede l'ora di iniziare questa grandissima avventura!
- Presenze: 1 Stagione in A, 5 stagioni in B
- Valutazione: ***
- Punto forte: Conosce molto gli avversari che troverà di fronte;
- Punto debole: L'impatto con la massima categoria può essere devastante.
- Palmares: 1 Coppa Italia
- Presenze: 1 Stagione in A, 5 stagioni in B
- Valutazione: ***
- Punto forte: Conosce molto gli avversari che troverà di fronte;
- Punto debole: L'impatto con la massima categoria può essere devastante.
- Palmares: 1 Coppa Italia
martedì 19 agosto 2014
I partecipanti (#7) - Gianmarco
Non vede l'ora. Gianmarco, o Gianmarco C come per anni lo abbiamo conosciuto a causa della grande presenza di omonimi in lega, non è certamente tipo da farsi intimorire. A Gianmarco le sfide piacciono, e piace ancora di più vincerle, cosa che finora gli è sempre riuscito alla grande. In una lega dove i record sono davvero ad appannaggio di pochi, lui ne detiene uno davvero importante e gratificante: è il primo a riuscire nell'incredibile impresa di compiere la scalata dalla Serie C alla Serie A. Il tutto in appena tre stagioni, dove ha ottenuto la vittoria sia nel campionato di C, che in quello di B, raggiungendo oltretutto un onorevolissimo terzo posto al primo anno tra i cadetti. E' ovvio che questi numeri fanno di lui una delle possibili sorprese di questo campionato. Tuttavia, non possiamo nascondere che per Gianmarco C la sfida che lo attende è ben più ambiziosa e difficoltosa delle precedenti. Stavolta, infatti, di fronte si ritroverà per la prima volta dei veri mostri sacri che, per numeri, esperienza e carriera partiranno ovviamente davanti nelle gerarchie sulla carta. Non vogliamo limitare Gianmarco al solo obiettivo della salvezza, perché sarebbe giustamente riduttivo; ma c'è da rilevare che per ora occorre lavorare con umiltà, a testa bassa, controllando e tenendo a freno le grandissime motivazioni e l'entusiasmo che rischiano, se non sapientemente gestiti, di rovinare tutto. Insomma, è la prima volta tra i big; e Gianmarco non vuole e non vorrà certamente rovinarla. La stagione che lo aspetta sarà durissimo e noi non possiamo fargli il più grande degli auguri, certi che ha le capacità di farsi valere. In bocca al lupo a Gianmarco!
- Presenze: 1 stagione in A, 3 stagioni in B, 1 stagione in C
- Valutazione: ***
- Punto forte: Le capacità le ha, il carattere pure.
- Punto debole: Per la prima volta contro gente del calibro di Luca e Max.
- Palmares: 1 campionato di B, 1 Campionato di C, 1 Coppa Lega Pro
- Presenze: 1 stagione in A, 3 stagioni in B, 1 stagione in C
- Valutazione: ***
- Punto forte: Le capacità le ha, il carattere pure.
- Punto debole: Per la prima volta contro gente del calibro di Luca e Max.
- Palmares: 1 campionato di B, 1 Campionato di C, 1 Coppa Lega Pro
domenica 17 agosto 2014
I partecipanti (#6) - Stefano e Alex
L'annozero. Per Stefano, quella che si apre, è la prima stagione di un nuovo ciclo. Dopo quattro intensissimi anni di collaborazione con Daniele "Mimì" Fratangeli, si spezza infatti (per motivi prettamente lavorativi e organizzativi) l'inscindibile duo "Stedan". Si spezza così la vulcanica coppia che, dopo aver stradominato la Serie B, si è conquistata un pezzo importante di Serie A, con tre anni in cui magari non si è vinto niente, ma si è lasciato, eccome, il segno. Bene, dopo 4 anni Stefano si è così ritrovato solo alla guida della sua squadra e, da ottimo manager qual'è, ha subito cercato e trovato una figura professionale all'altezza per sostituire la poltrona vuota. Il nome, assolutamente inaspettato, è stato individuato in Alex, che possiede ottime capacità fantacalcistiche insieme ad una grandissima esperienza di questa lega; insomma, sembra essere l'uomo giusto. La nuova strana coppia Stefano - Alex, così, si presenta ai nastri di partenza come una delle più attese novità della stagione. Di certo sarà difficile, difficilissimo, sostituire la competenza, la capacità, le doti e la loquacità di un personaggio come Mimì; e ammettiamolo, per quest'anno l'obiettivo numero uno per Stefano è la salvezza. Tuttavia, entusiasmo, ambizioni e voglia di stupire non mancano. E inoltre, come due neopromossi, Stefano e Alex avranno il fattore sorpresa a giocare dalla loro parte. In bocca al lupo!
- Presenze: 4 Stagioni in A, 2 Stagioni in B
- Valutazione: ***
- Punto forte: Il nuovo socio Alex porta rinnovamento e grandi ambizioni;
- Punto debole: L'assenza di Mimì rischia di pesare come un macigno.
- Palmares: 1 Campionato di B, 1 Coppa dei Cadetti.
- Presenze: 4 Stagioni in A, 2 Stagioni in B
- Valutazione: ***
- Punto forte: Il nuovo socio Alex porta rinnovamento e grandi ambizioni;
- Punto debole: L'assenza di Mimì rischia di pesare come un macigno.
- Palmares: 1 Campionato di B, 1 Coppa dei Cadetti.
venerdì 15 agosto 2014
I partecipanti (#5) - Massimiliano
Il quinto capitolo della nostra rubrica di inizio stagione è rivolta al nostro presidente, Massimiliano. Negli anni, Max si è evoluto, è cambiato, si è riciclato; da distratto perdente dei primissimi anni, all'imbattibile animale capace di dominare in lungo e in largo. Negli ultimi anni invece, conclusosi il suo incredibile ciclo vincente, Max si è ritrovato in una fase abbastanza piatta di calma dove, pur non essendo mancati i risultati (un podio e una Coppa di Lega), non si è minimamente riusciti a tornare nei fasti del passato. Contemporaneamente, Massimiliano è però maturato, assumendosi poteri e responsabilità istituzionali, divenendo, da bravo membro fondatore, un vero punto di riferimento della Lega. Ma dopo tre stagioni di stenti, Massimiliano è pronto a tornare quello che tutti conoscevamo e temevamo. Questa volta non ha davvero intenzione di fallire (si, perché il quinto posto della stagione conclusasi è stata definita un fallimento!) e vuole riprendersi ciò che di diritto gli spetta: lo scudetto. Dopotutto, ora che Luca lo ha raggiunto nel numero di scudetti, ora che si vuole una volta per tutte sfatare la maledizione del decimo trofeo... le motivazioni e gli stimoli per fare bene davvero non mancano, come però anche gli ostacoli e gli avversari. Riuscirà Max a far valere nuovamente la sue legge? Staremo a vedere. - Presenze: 12 Stagioni in A
- Valutazione: ****
- Punto forte: Entusiasmo ritrovato
- Punto debole: L'ansia del decimo trofeo
- Palmares: 4 Scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe di Lega, 2 Supercoppe, 1 Champion's League
mercoledì 13 agosto 2014
I partecipanti (#4) - Mario
Toltosi di dosso il pesante e ingombrante titolo di campione in carica, Mario si presenta ai nastri di partenza come uno dei partecipanti più pericolosi per la prossima stagione. Il quarto capitolo della nostra rubrica è proprio dedicato all'uomo della rivoluzione, essendo stato il primo della "seconda generazione" ad aver vinto uno scudetto. Uno scudetto che, un anno fa, sorprese tutti e fecero di Mario la star dell'asta, con evidenti maggiori difficoltà per il fatto di dover reggere una pressione pazzesca. Stavolta, invece, gli occhi non saranno puntati tutti su di lui, e questo non può che far bene al nostro talento ceccanese, felice di poter tornare ad operare un pò nell'ombra, come piace a lui. Ovvio, comunque, che Mario è ormai una realtà del nostro panorama fantacalcistico ed anche la vittoria in Coppa di Lega hanno confermato che non bisogna mai fidarsi di lui. Il fattore novità non potrà, pertanto, essere più un punto a suo favore. D'altra parte, però, Mario avrà il vantaggio di ripartire più affamato che mai, visto che ancora gli brucia il podio sfumatogli per un niente nelle ultime giornate. Insomma, c'è tantissima voglia di fare bene in campionato e di allargare ancora di più una bacheca che inizia ad essere davvero ricca. Del resto, le capacità ci sono e tutti sanno che dovranno tenere gli occhi ben aperti contro questo manager dalle incredibili e spesso inaspettate risorse.-Presenze: 4 stagioni in A, 2 stagioni in B
-Valutazione: ****
-Punto forte: Incredibile feeling con le vittorie.
-Punto debole: Costruisce rose sempre molto corte.
-Palmares: 1 Scudetto, 2 Campionati di B, 1 Coppa Italia, 1 Coppa di Lega, 1 Supercoppa.
lunedì 11 agosto 2014
I partecipanti (#3) - Simone
Stavolta, siamo davvero alla resa dei conti. Simone ha debuttato nella nostra lega nell'ormai lontano 2008; e da allora, che ci crediate o no, di anno in anno non ha mai peggiorato la sua posizione. E' partito maluccio, con un settimo posto in Serie B, quella del debutto. Ma poi non si è più fermato. Quarto posto in Serie B, due podi consecutivi e alla fine la vittoria, di prepotenza, tanto sognata. L'approdo in Serie A era temutissimo, ma è stato un vero successo, con un grandioso podio che convince tutti. Simone è ormai una realtà del grandissimo palcoscenico del fantacalcio ceccanese e quest'anno debutterà in Champion's League. Ovvio, allora, che per Simone D arriva proprio ora l'anno della verità. Ora non ci si può più davvero nascondere e l'obiettivo, a dir la verità più sussurrato che dichiarato, è quello dello scudetto. Un parolone forse, ma Simone non è abituato a limitare le proprie ambizioni. Abituato a giocare sempre con tenacia e tanta umiltà, Simone non ha mai nascosto le proprie ambizioni. Consapevole che in questa Serie A è già di per sé difficile riuscire ad ottenere una salvezza, è giunto però il momento, ora, di entrare nella storia. Sarà molto dura gestirsi tra le varie e tante competizioni a cui parteciperà; e sicuramente rinfoltire la bacheca alletta tantissimo. Ma al di là delle coppe, nella mente di Simone c'è solamente il campionato, l'unica vera grande competizione si ottiene quello che tutti noi cerchiamo, ossia la gloria ed il prestigio. Peccato che avremo per lo più un Simne a mezzo servizio, a causa dei gravosi impegni lavorativi (in caserma); Simone, dopotutto, ha già dimostrato di saper gestire ottimamente il pur limitato tempo a sua disposizione per gestire la sua rosa. Un grandissimo in bocca al lupo allora a questo, che è uno dei più riusciti fantallenatori rappresentanti l'agguerrita seconda generazione della lega!- Presenze: 2 Stagioni in A, 5 Stagioni in B
- Valutazione: ****
- Punto forte: Nella sua carriera non ha mai fatto peggio della stagione precedente.
- Punto debole: La caserma
- Palmares: 1 Campionato di B, 1 Coppa dei Cadetti.
sabato 9 agosto 2014
I partecipanti (#2) - Emiliano
La scelta delle stellette, stavolta, è stata dura. Se con Luca sono andato sul sicuro, puntando sul massimo (5), con Emiliano sono stato addirittura un pò incerto sul darne 3 oppure 4. Alla fine, ha prevalso la considerazione della stagione appena trascorsa, conclusa per Emiliano con un magnifico secondo posto, come non accadeva da un decennio. Ma tolto questo, ed anche il fattoche Emiliano è uno dei fondatori e dei pochissimi ad aver vissuto ogni stagione in Serie A, non rimarrebbe molto. Anzi nulla; il vuoto come la sua bacheca. Ma Emiliano è stufo di vedersi apostrofare come il magnifico perdente. E' stufo persino di essere definito il migliore tra i non vincenti o come il più sfortunato della lega. E' l'unico della Serie A a non aver mai vinto nulla nella sua carriera, e nella sua bacheca figurano solamente ottimi piazzamenti e tante finali perse. Emiliano stavolta non vuol partire con questo taboo. Non vuol più domandarsi "ma quando finirà questo taboo?", bensì vuole "sfatare questo taboo!". Emiliano, in una Serie A che diventa di anno in anno più competitiva, è riuscito negli anni a trasformarsi ed a cavarsela sempre; stavolta vuole cambiare pelle, fisionomia. Stavolta vuole che non ci sia un infortunio di Rossi a compromettergli la gloria. Stavolta vuole vincere. Ma davvero. Per qualche anno le avevamo messe in dubbio, ma i risultati raggiunti pochi mesi fa ci hano confermato che Emiliano ha le capacità per fare l'impresa. E stavolta vuole davvero farla. In bocca al lupo ad Emiliano allora; e come recita il coro che più ami..."non mollare mai", che prima o poi l'anno giusto arriverà e stai a vedere che è proprio questo..- Presenze: 12 Stagioni in A
- Valutazione: ****
- Punto forte: La legge dei grandi numeri (vedasi sotto)
- Punto debole: Vedere il punto di cui sotto.
- Palmares: ---
giovedì 7 agosto 2014
I partecipanti (#1) - Luca
Quella che tra meno di un mese tutti noi vivremo sarà la dodicesima asta della Serie A. Diventa sempre più difficile ricordarcele tutte, ma tra i pochi a poter dire di averle vissute tutte da protagonista c'è lui, Luca. Come i Lakers nella Nba, Luca è il nostro biglietto da visita al di fuori dei nostri confini, il termine di paragone, il simbolo del fantacalcio ceccanese. Luca, oltre ad essere il nostro primo protagonista della rubrica di inizio stagione sui partecipanti, è il favorito per natura in ogni stagione; e se si vuole provare a vincere, a chiunque, diciamo di guardarsi da Luca. La spiegazione sta negli innumerevoli record detenuti dal nostro asso, dai dieci podi in undici anni, alle 181 giornate da capolista, passando per i 30.100 punti tondi tondi conquistati in undici anni in Serie A. Ma di numeri ci siamo quasi stufati di citarne con lui; per non parlare degli aggettivi non ancora utilizzati, ormai una rarità. Semmai, per essere più interessanti, facciamo i puntigliosi e mettiamo in risalto i pochissimi difetti: quello delle coppe per esempio (non ne ha mai vinte, se si escludono le supercoppe che si arrivano a giocare grazie agli scudetti), o la curiosa circostanza per cui non è mai riuscito a riconfermarsi da campione in carica né a vincere negli anni dispari (e la stagione terminerà nel 2015). Contro Luca tocca appigliarsi anche a questo. Buona fortuna a chi lo incrocerà.
-Presenze: 12 stagioni in A
-Valutazione: *****
-Punto forte: Ne saprà sempre una più di voi.
-Punto debole: Non ha mai vinto due volte consecutive e negli anni dispari.
-Palmares: 4 Scudetti, 2 Supercoppe, 1 Champion's League.
-Presenze: 12 stagioni in A
-Valutazione: *****
-Punto forte: Ne saprà sempre una più di voi.
-Punto debole: Non ha mai vinto due volte consecutive e negli anni dispari.
-Palmares: 4 Scudetti, 2 Supercoppe, 1 Champion's League.
martedì 5 agosto 2014
Approvato il nuovo regolamento 2014-2015!
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Ieri sera è stato discusso ed approvato il nuovo regolamento 2014/15. A differenza di Alessandro sarò molto sintetico. Di seguito cercherò di evidenziare le principali modifiche che sono state apportate al precedente regolamento. In ogni caso, consiglio vivamente a chi non era presente ieri (Emiliano e Simone) di andarselo a leggere attentamente appena verrà pubblicato per intero. Procediamo:
- Viene inserito il bonus di 1 punto per il portiere imbattuto.
- Gli acquisti settimanali vengono ridotti da due ad uno.
- I voti non si prenderanno più dalla Gazzetta dello Sport, bensì dalla sezione "Voti Italia" che si trova su Fantagazzetta. Si tratta di una sorta di media delle varie testate giornalistiche. Molto probabilmente è l'unico modo per avere un voto quanto più affidabile possibile.
- Tolleranza zero in sede di asta. Fino all'anno scorso era possibile sforare di 50 mln; solo se si superava tale cifra si era costretti a tagliare il giocatore pagato di più. Da quest'anno chi sfora, anche solo di mezzo milione, dovrà rinunciare al giocatore più forte.
- Io (Max) sono stato riconfermato Presidente, Luca sarà il mio vice e Alex è stato eletto nuovo addetto al mercato. Ricordo che le rose devono essere aggiornate tutte le settimane, possibilmente il venerdì.
- Verrà creato da me un blog che chiameremo "acquisti" nel quale andranno inseriti tutti gli acquisti di svincolati. Sul blog verrano fatti dei post mensili del tipo "Acquisti - Settembre" e così via per ogni mese. Ripeto, gli acquisti vanno scritti solo in questo blog, in questo modo faciliteremo il compito dell'addetto al mercato.
- Non essendoci più il caro Mimì, i conti dovranno essere fatti da tutti a turno. In sede d'asta si deciderà meglio.
Scusate se ho scritto un pò a cazzo ma il tempo è quello che è. Prossimo appuntamento: ASTA. A presto!
giovedì 17 luglio 2014
Francesco Z e Gianmarco C, benvenuti tra i marziani!
Il mondiale è appena finito, ma sembra già passato tanto tempo. A farci tornare bruscamente in Italia, con l'attenzione alle spesso poco confortanti vicende pallonare italiane, è il clamoroso (ma mica tanto a pensarci bene visto che in estate aveva sempre borbottato) addio di Conte alla Juventus. Ma a fare più clamore, addirittura, è l'avvicendamento con Massimiliano Allegri, che arriva ai bianconeri tra lo scetticismo più totale e il sospetto che per la Juventus ci sia il rischio di perdere anche qualche stella. Ma al mercato stiamo iniziando solamente ora a preoccuparci. Quel che conta è che questa notizia ci riporta finalmente a pensare un pò al nostro gioco preferito, il fantacalcio! Senza troppe preoccupazioni, e con le strategie tutte ancora da programmare che per ora sono ridotte a semplici sogni di gloria (sempre legittimi a luglio, per tutti!), ci accingiamo così a tornare a parlare di fantacalcio; senza fretta. Ormai il nostro blog segue come ogni anno la tradizionale cadenza organizzativa costruita negli anni. Da tante stagioni, ormai, la programmazione avviene sempre allo stesso modo e partendo ovviamente dalla conferma, da parte degli aventi diritto, della propria partecipazione. Questa fase, in Serie A, è durata appena cinque minuti. Tanti sono bastati prima che tutti ed otto i possessori del diritto a giocare la Serie A in questa stagione (i sei superstiti dello scorso anno ed i due neopromossi) confermassero la loro presenza. Ed allora eccolo qui il tradizionale post di apertura della stagione; post che come sempre dà il benvenuto ai nuovi arrivati. Quest'anno è poi un benvenuto davvero motivato, dal momento che entrambe le new entry debuttano per la prima nella massima competizione fantacalcistica nostrana. Ci riferiamo ovviamente a Francesco Zangrilli e Gianmarco Carlini. Entrambi reduci da una stagione a dir poco esaltante in Serie B, queste due neopromosse non arrivano qui, però, malvisti dagli altri; anzi! Sia Francesco Z che Gianmarco C, infatti, sono conosciuti, temuti e rispettati da tutti i grandi della Serie A; sia per la loro ormai lunga militanza in lega (Francesco Z è reduce da 5 anni di B, Gianmarco C addirittura debutta nel 2008 al primo anno della Serie B), sia per i risultati raggiunti (Francesco Z è campione in carica della Coppa Italia, Gianmarco C è il primo ad avere in bacheca sia la vittoria del campionato di B che quello di C, risultanto così il primo ad aver completato la scalata partendo dalla terza serie!). Insomma, un mix di esperienza, capacità, entusiasmo e ambizione, in aggiunta ovviamente all'umiltà ed al rispetto che deve caratterizzare l'arrivo in un campionato come questo, che deve davvero far riflettere i sei padroni di casa. Quello che si preannuncia, allora, sarà un grandissimo campionato di altissimo livello, con i tre senatori sempre presenti in A (Luca, Massimiliano ed Emiliano) alle prese con i ragazzi terribili della seconda generazione (Mario, Stefano, Simone, ma ora anche Francesco Z e Gianmarco C) che vogliono al più presto spodestarli. Con Alessandro ci sono riusciti e con la vittoria di Mario nel 2013 è stato anche infranto il taboo dello scudetto; riusciranno a spingersi ancora oltre? Staremo a vedere. Nel frattempo, prima di tornare sotto l'ombrellone, magari iniziando a mandare qualche messaggio per organizzarsi con la riunione di lega, diamo il più caloroso benvenuto a Francesco Z e Gianmarco C! Per loro questo è un sogno che si realizza! Buon divertimento e ovviamente...in bocca al lupo!
lunedì 14 luglio 2014
E alla fine, vince la Germania del quarto reich
La frase di Lineker "Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini corrono dietro ad una palla ed alla fine vince la Germania" è una frase storica, pronunciata dall'attaccante inglese dopo la sconfitta ai rigori nella semifinale di Italia '90 contro la Germania (che poi andò a vincere in finale proprio contro l'Argentina, e sempre per 1 a 0). Una frase che in questi giorni riascolteremo parecchie volte. Il calcio, specie la storia dei mondiali, è ricca di numeri, storie che si ripetono e taboo sfatati. E questa edizione non fa eccezione. Tra le più curiose coincidenze, il solito numero 24 che si ripete; è la regola del quarto titolo (chiunque finora ha vinto il quarto titolo, ha sempre aspettato 24 anni: il Brasile dal 1970 al 1994, l'Italia dal 1982 al 2006 ed ora la Germania dal 1990 al 2014), che per l'Italia è addirittura rafforzata (ogni 12 anni andiamo in finale, vincendola ogni 24 anni...Messico 1970, Spagna 1982, Usa 1994, Germania 2006 e magari Russia 2018). Tra i taboo sfatati, da menzionare vi è certamente la prima vittoria europea in terra americana. Siamo ormai al terzo titolo consecutivo di una Europea, il quarto nelle ultime cinque edizioni: è evidente che il calcio europeo sembri ormai aver definitivamente fatto un passo avanti rispetto a quello sudamericano, i cui campioni il più delle volte fanno la fortuna dei club nostrani senza però riportare in patria l'esperienza acquisita. Ed anzi, forse riportano in patria anche troppo, visto che ci sembra di osservare che le sudamericane, a forza di esportare i propri giocatori nel vecchio continente, tendino a giocare sempre più alla europea, peraltro male non avendo nel sangue le difese arcigne ed i centrocampisti più attenti alle caviglie che alla palla tipici dell'Europa. Un calcio che non gli si addice e che indubbiamente le snatura.
E così lasciamo i numeri per approfondire meglio il "caso" tedesco. Una generazione d'oro che ormai non è più soltanto una generazione ma almeno due generazioni che si sono perfettamente integrate e succedute dal 2004 ad oggi, grazie alla sapienza di Loew e di una programmazione dell'intero movimento calcistico tedesco (a proposito di fallimento di sistema a cui accennavo al precedente post riguardo un'altra federazione europea). Si è partiti anche lì dalle macerie, ossia da un europeo fallito nel 2004 in Portogallo. Quella era una squadra bollita, rimasta mentalmente a Tokyo dove perse, meritatamente, i mondiali del 2002 contro il Brasile pentacampeon. Nel 2004, l'anno del triofo greco per intenderci, la Germania dei Kahn, Friederich, Worns, Heinz, Ziege, Nowotny e Schneider dava il suo triste addio con una eliminazione per loro vergognosa. Noi siamo abituati a fare figuracce con la Sud Corea, la Slovacchia, la Nuova Zelanda o il Costa Rica, ma loro no! Loro contro le piccole danno il meglio e questo le porta sempre a passare la fase a gironi ed arrivare perlomeno, come minimo (come accade da nove edizioni consecutive!) almeno ai quarti. In quell'europeo la Germania usci nella fase a gironi e per loro questa è una macchia indelebile. Forse il punto più basso della loro storia sportiva calcistica. Non ne poteva che nascere una rivoluzione. Via Rudi Voeller, dentro un'altra ex bandiera, Jurgen Klinsmann. Ma non è solamente un cambio tecnico, è l'inizio di una nuova Germania, per come la intendiamo. La Germania si apre al mondo, abbandona il suo spirito di squadra quadrata, rocciosa e prevedibile qual'era per diventare più multietnica, più fantasiosa, più imprevedibile. I gol arrivano dalla vicina Polonia di Klose e Podolski ma anche dal Brasile di Gomez; dalla Turchia arrivao i piedi buoni di Ozil, dalla Tunisia quelli di Khedira, dal Ghana i polmoni e il fisico di Boateng. Insomma, una Germania multietnica che gioca un calcio spesso spettacolare innestato però su una solida base come è la tradizionale organizzazione tedesca. Ma il cambiamento non è stato affatto semplice, e neanche è durato poco! Ci sono infatti voluti ben 10 anni. 10 anni di transizione, con Ballack (l'ultimo dei fantasisti, meglio trequartisti, tedeschi) a fare da apripista. Gli anni passarono e Ballack si era nel frattempo ritirato; ma il progetto di Loew è andato avanti, crescendo una nuova generazione di giovani fenomeni del ventunesimo secolo che hanno abbracciato una nuova filosofia di gioco. Schwansteiger, Lahm e Neuer sono ormai i senatori, e sotto di loro ci sono una miriade di giovani (ne cito due: uno Gotze, l'altro Reus, il grande assente di questi mondiali) pronti a prendersi il mondo. Ma dietro a questo miracolo non c'è solamente Loew (che ha preso il comando della nazionale dopo la cocente delusione di Klinsmann ai mondiali casalinghi del 2006); c'è una federazione lungimirante che fa capire alle società che è importante puntare sui giovani tedeschi, che è importante investire in infrastrutture (fate gli stadi!! sembra incredibile, ma parte tutto da lì!!) e, soprattutto, che è fondamentale avere coraggio. Come spesso accade, la vittoria di una squadra è la vittoria di un gruppo e di un collettivo, non di un singolo campione; come sempre, una vittoria di una squadra è la vittoria di un sistema alle spalle che funziona. L'Italia avrà la forza di capirlo? La base per questa rivoluzione (partirei da Sirigu, Verratti e Immobile) ci sono.
Vorrei tanto parlare ancora di come mi è dispiaciuto per la mancata vittoria dell'Olanda (non ha mai vinto un mondiale con tre finali perse!); ci sarebbe da scrivere un libro sugli ultimi 180 minuti di mondiale del Brasile; vorrei tanto dilungarmi sulla questione che va di moda da circa 5 anni su chi sia più forte tra Maradona e Messi, ma sarà per un'altra volta. Per ora mi limiti a fare i complimenti alla Germania! Mondiale meritatissimo davvero il loro; però resta il fatto che a festeggiare a noi italiani non ci batte nessuno.
E così lasciamo i numeri per approfondire meglio il "caso" tedesco. Una generazione d'oro che ormai non è più soltanto una generazione ma almeno due generazioni che si sono perfettamente integrate e succedute dal 2004 ad oggi, grazie alla sapienza di Loew e di una programmazione dell'intero movimento calcistico tedesco (a proposito di fallimento di sistema a cui accennavo al precedente post riguardo un'altra federazione europea). Si è partiti anche lì dalle macerie, ossia da un europeo fallito nel 2004 in Portogallo. Quella era una squadra bollita, rimasta mentalmente a Tokyo dove perse, meritatamente, i mondiali del 2002 contro il Brasile pentacampeon. Nel 2004, l'anno del triofo greco per intenderci, la Germania dei Kahn, Friederich, Worns, Heinz, Ziege, Nowotny e Schneider dava il suo triste addio con una eliminazione per loro vergognosa. Noi siamo abituati a fare figuracce con la Sud Corea, la Slovacchia, la Nuova Zelanda o il Costa Rica, ma loro no! Loro contro le piccole danno il meglio e questo le porta sempre a passare la fase a gironi ed arrivare perlomeno, come minimo (come accade da nove edizioni consecutive!) almeno ai quarti. In quell'europeo la Germania usci nella fase a gironi e per loro questa è una macchia indelebile. Forse il punto più basso della loro storia sportiva calcistica. Non ne poteva che nascere una rivoluzione. Via Rudi Voeller, dentro un'altra ex bandiera, Jurgen Klinsmann. Ma non è solamente un cambio tecnico, è l'inizio di una nuova Germania, per come la intendiamo. La Germania si apre al mondo, abbandona il suo spirito di squadra quadrata, rocciosa e prevedibile qual'era per diventare più multietnica, più fantasiosa, più imprevedibile. I gol arrivano dalla vicina Polonia di Klose e Podolski ma anche dal Brasile di Gomez; dalla Turchia arrivao i piedi buoni di Ozil, dalla Tunisia quelli di Khedira, dal Ghana i polmoni e il fisico di Boateng. Insomma, una Germania multietnica che gioca un calcio spesso spettacolare innestato però su una solida base come è la tradizionale organizzazione tedesca. Ma il cambiamento non è stato affatto semplice, e neanche è durato poco! Ci sono infatti voluti ben 10 anni. 10 anni di transizione, con Ballack (l'ultimo dei fantasisti, meglio trequartisti, tedeschi) a fare da apripista. Gli anni passarono e Ballack si era nel frattempo ritirato; ma il progetto di Loew è andato avanti, crescendo una nuova generazione di giovani fenomeni del ventunesimo secolo che hanno abbracciato una nuova filosofia di gioco. Schwansteiger, Lahm e Neuer sono ormai i senatori, e sotto di loro ci sono una miriade di giovani (ne cito due: uno Gotze, l'altro Reus, il grande assente di questi mondiali) pronti a prendersi il mondo. Ma dietro a questo miracolo non c'è solamente Loew (che ha preso il comando della nazionale dopo la cocente delusione di Klinsmann ai mondiali casalinghi del 2006); c'è una federazione lungimirante che fa capire alle società che è importante puntare sui giovani tedeschi, che è importante investire in infrastrutture (fate gli stadi!! sembra incredibile, ma parte tutto da lì!!) e, soprattutto, che è fondamentale avere coraggio. Come spesso accade, la vittoria di una squadra è la vittoria di un gruppo e di un collettivo, non di un singolo campione; come sempre, una vittoria di una squadra è la vittoria di un sistema alle spalle che funziona. L'Italia avrà la forza di capirlo? La base per questa rivoluzione (partirei da Sirigu, Verratti e Immobile) ci sono.
Vorrei tanto parlare ancora di come mi è dispiaciuto per la mancata vittoria dell'Olanda (non ha mai vinto un mondiale con tre finali perse!); ci sarebbe da scrivere un libro sugli ultimi 180 minuti di mondiale del Brasile; vorrei tanto dilungarmi sulla questione che va di moda da circa 5 anni su chi sia più forte tra Maradona e Messi, ma sarà per un'altra volta. Per ora mi limiti a fare i complimenti alla Germania! Mondiale meritatissimo davvero il loro; però resta il fatto che a festeggiare a noi italiani non ci batte nessuno.
mercoledì 25 giugno 2014
Il fallimento non di una nazionale, ma di un sistema
Sarà anche il più bel mondiale di sempre, ma non per noi. Noi ce ne torniamo a casa; un pò increduli, un pò arrabbiati, sicuramente tanto delusi. Personalmente, non me lo aspettavo. Personalmente, alla vigilia pensavo potessimo fare un bel mondiale, arrivare ai quarti per intenderci (ma sulle semifinali ci scommettevo pure!), visto che passato il girone l'incrocio degli ottavi sarebbe stato abbastanza favorevole (ci sarebbe toccata la Grecia..). Personalmente, prima della partita di ieri, pensavo che come sempre in queste situazioni ce l'avremmo fatta col rotto della cuffia. E invece siamo fuori. Strameritatamente. E più del 2010, stavolta sono ancora più deluso perché un pò mi sento tradito. Da Lippi, che sarebbe rimasto incollato sulle proprie idee ferme al 2006 me lo aspettavo; certo non mi aspettavo di uscire con Slovacchia, Nuova Zelanda e Paraguay, ma sapevo che avevamo tra le mani una squadra bollita. Ma stavolta no. Prandelli è arrivato quattro anni fa per ricostruire una nazionale, riavvicinarla ai tifosi, creare bel gioco. E c'era riuscito, fino a qualche mese fa. L'Italia non era certamente ricca di talenti come una decina di anni fa, ma divertiva, aveva coraggio, se la giocava. Sono arrivati così un bellissimo secondo posto agli Europei ed un terzo posto ad una Confederation Cup; due competizioni che in alcune serate ci hanno riportato alle emozioni del 2006. Il progetto sembrava destinato ad approdare ad un mondiale da protagonisti; se non altro potevamo giocarcela perché su Prandelli ci avrei messo la mano sul fuoco, mi fidavo. E mi sono fidato pur con un'Italia che non vinceva da 7 partite ("L'Italia gioca seriamente solo nelle competizioni importanti"), pur con l'esclusione di Rossi ("ha scelto i più in forma, perché Prandelli impara dagli errori e dopo la finale persa con la Spagna anche per la stanchezza lo ha capito") e persino con la scelta INSPIEGABILE di non portare terzini. Chiellini terzino con l'Inghilterra è stato quasi umiliato, e al di là di un comunque bravissimo Darmian, spostato continuamente da una fascia all'altra ed a cui non si può certamente pretendere di prendersi sulle spalle la nazionale, è stato evidente a tutti l'errore di non inserire tra i 23 neanche un terzino degno di questo nome con un minimo di esperienza (Criscito, ma a questo punto anche Pasqual o Maggio). Ma come detto, mi fidavo. Con l'Inghilterra, devo riconoscerlo a Prandelli, abbiamo vinto grazie alla tattica. L'idea di fare possesso palla con Verratti - Pirlo - De Rossi, facendo correre a vuoto gli inglesi che nel secondo tempo, in quelle condizioni climatiche, avevano tutti i crampi, è stata vincente; e pazienza per gli svarioni difensivi di Chiellini e Paletta, svarioni a cui pensavo si potesse mettere rimedio. Pazienza per quel solo attaccante di ruolo che proprio non mi piace. Ma con l'Inghilterra, devo ammetterlo, è stata la mossa vincente. Quello che non mi aspettavo, però, è stata la scelta di giocare allo stesso modo con il Costa Rica; l'utilizzo col contagocce, e male, di gente come Cerci, Immobile e Insigne. E in generale la confusione tattica di un Prandelli che era evidentemente sotto pressione e che ha per questo motivo cambiato un pò tutte le carte in tavola, mostrandosi eccessivamente difensivista e soprattutto utilizzando tutti i suoi uomini a disposizione fuori ruolo. Insomma, il solito pasticcio all'italiana. Ma qui finiscono le colpe di Prandelli (che non sono poche). Dove iniziano i limiti non della nazionale, ma del sistema calcio italiano, è invece nella mancanza di una reale generazione del futuro. Chi ha sostituito Totti, Del Piero, Baggio e perché no, Gattuso? Chi, soprattutto, sostituirà Buffon e Pirlo? Sirigu (bravissimo davvero), Verratti e Immobile sono i primi tre che mi vengono in mente, ma guarda caso tutti e tre giocano (o giocheranno) all'estero e.. in ogni caso tutti e tre penso che non supereranno i loro predecessori. Il campionato italiano è un campionato in declino, primo di tutto di mentalità. Basta con la paura di perdere, basta con la sufficienza con cui si affrontano certe manifestazioni, basta con il coltivare il proprio orticello e non buttare l'occhio al di fuori del proprio giardino. Le coppe europee, lo dimostrano: la Champion's ormai è troppo difficile per noi, e noi siamo troppo "orgogliosi" (direi "viziati") da non considerare l'Europa League, dove facciamo solo figuracce. Il tutto si riflette così anche sulla nazionale, con gente che di fronte alla competizione internazionale appare impaurita, impreparata, inesperta. Tanti passaggi troppo corti, tanti errori di distrazione, tanta sufficienza, innumerevoli palle perse. Cose che fanno comprendere di non essere a proprio agio, di non essere tranquilli. A questo si aggiunge l'inconcludenza in fase d'attacco, dove il centrocampo non riesce a dare una palla che sia una agli attaccanti, che oltretutto quando per caso gli capita una palla o cadono per terra sperando in un fischio dell'arbitro o fanno una figuraccia. Ma che vi siano limiti tecnici io posso capirlo; purtroppo il calcio italiano è così e la nazionale non può fare miracoli. Quello che non accetto però è il non dare il 100%. E non venitemi a dire che in queste ultime due partite la nazionale ha dato tutto perché semplicemente non ci credo. Io non ho visto un Gattuso in campo. Preferisco un Gattuso che non sa nulla di tecnica ma che mette il cuore in campo ad un giocatore magari bravetto (ma neanche tanto) che gioca in nazionale come giocasse un'amichevole di fine stagione. Meglio uscire fuori allora, così magari si comprende che è ora di cambiare non solo il CT, ma l'intera mentalità.
p.s. Considerazioni, in pillole, sul resto del mondiale.
a) Questo Brasile magari arriverà fino in fondo per inerzia, grazie ai tifosi ed a qualche aiutino arbitrale, ma non ci credo che possa vincere il mondiale; Fred ed Hulk (per fare due nomi) non mi convincono proprio. Magari con il passare dei turni acquistano sicurezza e consapevolezza dei loro mezzi e finiscono col smentirmi, ma ora come ora non scommetterei una lira su di loro;
b) E' finito il ciclo della Spagna; o forse no, forse solamente del tiki-taka e di Del Bosque, che ha fatto gli stessi errori di Lippi portando in Brasile un gruppo ormai spremuto (il riferimento all'Olanda è puramente casuale) fino all'osso ignorando gente come Borja Valero, Callejon e Llorente tanto per citarne alcuni. Aggiungeteci Isco e Thiago Alcantara e la Spagna per il 2016 è già bella che pronta. Non c'è dubbio, comunque, che godo nel vederli già a casa;
c) Pronostici. Io tifo Olanda a questo punto; non ha mai vinto un mondiale e ha l'attacco (Robben - Van Persie) migliore. Ma credo che vincerà l'Argentina di Messi, d'altronde in America hanno sempre vinto squadre sudamericane.
d) Torno un pò sull'Italia, facendo un paragone. Ma pigliate la Grecia.. non ha mai avuto una stella nel suo gruppo, eppure gioca sempre fino alla morte. Agli Europei 2012 si è qualificata beffando all'ultimo la Russia, ora ha eliminato la Costa D'Avorio. E' questa la mentalità che vorrei nell'Italia; la stessa mentalità che vedo nella Juventus ma, ovviamente, solo quando gioca in Italia.
e) Finisco sempre sull'Italia. Non ho voluto di proposito parlare di arbitri, di espulsione di Marchisio o del morso di Suarez su Chiellini, destinato a diventare un tormentone. Certi discorsi avevano senso quando avevamo una nazionale con le palle come ad esempio nel 2002 in Corea, dove siamo stati cacciati fuori soprattutto da Moreno. Ma oggi no, oggi ci siamo cacciati noi, da soli.
Sfogo finito. Buona restante parte del mondiale, da spettatori..ci risentiamo per l'omaggio alla vincitrice.
p.s. Considerazioni, in pillole, sul resto del mondiale.
a) Questo Brasile magari arriverà fino in fondo per inerzia, grazie ai tifosi ed a qualche aiutino arbitrale, ma non ci credo che possa vincere il mondiale; Fred ed Hulk (per fare due nomi) non mi convincono proprio. Magari con il passare dei turni acquistano sicurezza e consapevolezza dei loro mezzi e finiscono col smentirmi, ma ora come ora non scommetterei una lira su di loro;
b) E' finito il ciclo della Spagna; o forse no, forse solamente del tiki-taka e di Del Bosque, che ha fatto gli stessi errori di Lippi portando in Brasile un gruppo ormai spremuto (il riferimento all'Olanda è puramente casuale) fino all'osso ignorando gente come Borja Valero, Callejon e Llorente tanto per citarne alcuni. Aggiungeteci Isco e Thiago Alcantara e la Spagna per il 2016 è già bella che pronta. Non c'è dubbio, comunque, che godo nel vederli già a casa;
c) Pronostici. Io tifo Olanda a questo punto; non ha mai vinto un mondiale e ha l'attacco (Robben - Van Persie) migliore. Ma credo che vincerà l'Argentina di Messi, d'altronde in America hanno sempre vinto squadre sudamericane.
d) Torno un pò sull'Italia, facendo un paragone. Ma pigliate la Grecia.. non ha mai avuto una stella nel suo gruppo, eppure gioca sempre fino alla morte. Agli Europei 2012 si è qualificata beffando all'ultimo la Russia, ora ha eliminato la Costa D'Avorio. E' questa la mentalità che vorrei nell'Italia; la stessa mentalità che vedo nella Juventus ma, ovviamente, solo quando gioca in Italia.
e) Finisco sempre sull'Italia. Non ho voluto di proposito parlare di arbitri, di espulsione di Marchisio o del morso di Suarez su Chiellini, destinato a diventare un tormentone. Certi discorsi avevano senso quando avevamo una nazionale con le palle come ad esempio nel 2002 in Corea, dove siamo stati cacciati fuori soprattutto da Moreno. Ma oggi no, oggi ci siamo cacciati noi, da soli.
Sfogo finito. Buona restante parte del mondiale, da spettatori..ci risentiamo per l'omaggio alla vincitrice.
giovedì 12 giugno 2014
Spettacolo ed emozioni, via al mondiale più bello
Lasciatemelo dire, sarà un luogo comune ripetuto ad ogni manifestazione, ma questa volta ci credo davvero: questo sarà il mondiale più bello di sempre. E lo sarà non certo per il livello tecnico delle squadre (ovviamente c'è quasi tutto il meglio del calcio Mondiale in questi giorni in Brasile, ma penso che rispetto ad una decina di anni fa di campioni in giro ve ne siano un pò di meno), né (ma speriamo di si) per il trasporto che ci farà vivere la nostra nazionale. No, questo sarà il mondiale più bello di sempre perché si gioca (non me ne vogliano gli inglesi che recriminano l'invenzione) nella patria del calcio. Cosa volere di più? Questa sera ad aprire sarà il match Brasile - Croazia, dove la squadra di casa ovviamente non potrà altro che vincere. Poi, da domani, si inizia a fare davvero sul serio con ad esempio uno Spagna - Olanda da gustarsi. Noi debutteremo tra due giorni, nell'attesissimo (e personalmente molto temuto) match con l'Inghilterra. Le favorite, d'obbligo, stavolta sono due: il Brasile, per ovvi motivi, e la Spagna, per altrettanti ovvi motivi. Riuscita qualche altra squadra a inserirsi? Personalmente vedo una Germania ed una Inghilterra che possono andare molto avanti. Sulle sorprese, poi, non mi giudico perché ormai nominare Colombia (anche senza Falcao) e Belgio è diventato di moda. Tuttavia, vi lascio con una previsione: secondo me la Spagna uscirà di scena prematuramente, e questa sarà la fine di un incredibile ciclo. La finale sarà quella del 2002, Brasile - Germania. La finale per il terzo posto sarà Italia - Inghilterra, come a Italia '90 (di conseguenza penso che l'Uruguay steccherà questo mondiale). Vedremo un pò se indovino.
Chiudo con una riflessione meta-calcistica. Il Brasile è un paese immenso, pieno di contraddizioni, ricco anche di luoghi comuni (non tutti i brasiliano amano il calcio e non tutti sono fenomeni, lo sapevate?). Ma per quanto popoloso ed economicamente in crescita, questa immensa nazione in Italia la si nomina, nel 99% dei casi, sempre in riferimento al gioco del calcio. Qui, in Italia, il Brasile è sinonimo di calcio, e il calcio sembra essere lo sport creato su misura per i brasiliani; magari lì non sarà così, lì c'è poverta e, pur rappresentando uno dei tanti modi di distogliere la mente dalla fame, pur rappresentando un mezzo con cui si cerca un riscatto della propria condizione e la svolta della propria vita, il calcio è e resterà sempre un gioco. Un gioco probabilmente apprezzato maggiormente quando lo si vede praticare da bambini scalzi nelle favelas, quando ancora è genuino e rappresenta un sogno ad occhi aperti; non lo si ama molto quando lo si gioca in luccicanti, blindati ed esclusivi stadi che sono costati 10 miliardi di euro (dati ufficiali, ma la cifra vera non la conosceremo mai). I brasiliani, insomma, amano tantissimo il calcio e un pò meno amano questi mondiali. E' innegabile però l'augurio che questa manifestazione, che insieme alle Olimpiadi è probabilmente l'evento più seguito al mondo (a proposito, tra due anni ci sono le Olimpiadi di Rio de Janeiro!), sia un appuntamento da non rovinare. Il calcio, e di conseguenza il Mondiale, è forse uno dei pochissimi fenomeni sociali che uniscano davvero tutto il mondo; dove la politica, la religione, la cultura e gli stili di vita spesso finiscano col creare discriminazioni e divisioni, il calcio (come anche la musica) è una delle pochissime cose capace di accomune ogni abitante del nostro pianeta. Il calcio si gioca ovunque e piace ovunque. Il mondiale crea perciò quell'atmosfera di identità nazionale mescolata però alla voglia di aprirsi al mondo che lo rendono unico. E per il paese che li ospita deve esserci ancora di più quell'orgoglio, proprio per il ruolo di fare da padroni di casa e di ospitare ed accogliere il mondo intero.
Buon mondiale a tutti!
Chiudo con una riflessione meta-calcistica. Il Brasile è un paese immenso, pieno di contraddizioni, ricco anche di luoghi comuni (non tutti i brasiliano amano il calcio e non tutti sono fenomeni, lo sapevate?). Ma per quanto popoloso ed economicamente in crescita, questa immensa nazione in Italia la si nomina, nel 99% dei casi, sempre in riferimento al gioco del calcio. Qui, in Italia, il Brasile è sinonimo di calcio, e il calcio sembra essere lo sport creato su misura per i brasiliani; magari lì non sarà così, lì c'è poverta e, pur rappresentando uno dei tanti modi di distogliere la mente dalla fame, pur rappresentando un mezzo con cui si cerca un riscatto della propria condizione e la svolta della propria vita, il calcio è e resterà sempre un gioco. Un gioco probabilmente apprezzato maggiormente quando lo si vede praticare da bambini scalzi nelle favelas, quando ancora è genuino e rappresenta un sogno ad occhi aperti; non lo si ama molto quando lo si gioca in luccicanti, blindati ed esclusivi stadi che sono costati 10 miliardi di euro (dati ufficiali, ma la cifra vera non la conosceremo mai). I brasiliani, insomma, amano tantissimo il calcio e un pò meno amano questi mondiali. E' innegabile però l'augurio che questa manifestazione, che insieme alle Olimpiadi è probabilmente l'evento più seguito al mondo (a proposito, tra due anni ci sono le Olimpiadi di Rio de Janeiro!), sia un appuntamento da non rovinare. Il calcio, e di conseguenza il Mondiale, è forse uno dei pochissimi fenomeni sociali che uniscano davvero tutto il mondo; dove la politica, la religione, la cultura e gli stili di vita spesso finiscano col creare discriminazioni e divisioni, il calcio (come anche la musica) è una delle pochissime cose capace di accomune ogni abitante del nostro pianeta. Il calcio si gioca ovunque e piace ovunque. Il mondiale crea perciò quell'atmosfera di identità nazionale mescolata però alla voglia di aprirsi al mondo che lo rendono unico. E per il paese che li ospita deve esserci ancora di più quell'orgoglio, proprio per il ruolo di fare da padroni di casa e di ospitare ed accogliere il mondo intero.
Buon mondiale a tutti!
domenica 8 giugno 2014
Luca e Frosinone, una storia in comune, una festa per due!
La coincidenza, un pò, è voluta. Avevamo messo il cerchietto su questa data, che doveva concludere la nostra rubrica a tre settimane esatte dalla fine del calendario e, in coincidenza con la giornata che poteva, come è stato, decretare il ritorno in B del Frosinone. Luca e il Frosinone, una storia in comune. Nessuno se la dimentica l'estate del 2006. Si era appena chiuso il terzo campionato della nostra storia fantacalcistica, ed il terzo scudetto di Luca è stato accompagnato da eventi incredibili. Il primo, l'approdo su internet, la creazione del blog che era nato appena un mese prima: si è trattato del primo scudetto festeggiato virtualmente, il primo della era "moderna". Ma questo andò quasi in secondo piano con l'altro grandissimo evento di inizio estate: la prima storica promozione del Frosinone in Serie B. Il Frosinone ci provava da qualche anno, ma in fondo nessuno ci credeva. Noi abituati a vedere il calcio che conta solamente in TV...avere a 8 chilometri una squadra in Serie B non era neanche immaginabile. Peraltro, quella che ci si apprestava a vivere era la Serie B più seguita della storia, con "graditissime ospiti" squadre blasonate come Genoa, Napoli e, soprattutto, la Juventus. L'incredibile estate del 2006, infatti, è stata anche quella di Calciopoli, dello scandalo più grande nella storia del calcio, della prima storica retrocessione in B della squadra più rappresentativa d'Italia: la Juventus. E anche per questo la promozione del Frosinone aveva ancora di più dell'incredibile. Lasciamo un attimo stare a quello che ci avrebbe riservato il destino neanche un mese e mezzo dopo: non parliamo della vittoria mondiale, ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia. Per ora voglio solamente omaggiare il Frosinone per il suo ritorno in B, ritorno strameritato per quello visto sia nella stagione regolare (primato tenuto per molte giornate, scippato dal Perugia nel finale che nell'ultimo decisivo scontro diretto, davanti al suo pubblico, ha sofferto incredibilmente il Frosinone conquistando la B con un inguardabile catenaccio) che in questi playoff, dove dopo aver avuto la meglio di due grandi piazze come Salernitana e Pisa, si è vinto la finale contro la favorita, alla vigilia, di questa stagione, il temutissimo Lecce di Miccoli. Frosinone di nuovo in B dunque, dopo tre anni in cui il Frosinone ci ha sempre provato a tornare tra i cadetti. E come nel 2006, già detto, scudetto per Luca. Era il secondo quella volta, è il quarto quest'anno. Di Luca abbiamo già detto miliardi di volte quello che pensiamo; questa volta aggiorniamo solamente il conto dei record, con il tantissimo voluto record di Massimiliano finalmente eguagliato nella statistica dei scudetti vinti: la statistica che conta davvero di più. Un Luca straordinario, che ha strameritato questo ennesimo trionfo e che ora può finalmente godersi la fine del peso di sentirsi, a dispetto di tutti gli altri numeri, il secondo di questa lega. Luca proprio non riesce a non sentirsi il migliore di questa lega; ha sofferto nel non essere il più grande e finalmente, grazie alle sue immense capacità, è riuscito a riprendersi lo scettro. Ed ora, potrei giurarci, difficilmente vi riuscirà. Del resto, dietro l'angolo, c'è già una nuova stagione dove l'obiettivo sarà quello del quinto scudetto, quello che lo porterebbe addirittura a staccare Massimiliano e ad essere si davvero ineguagliabile. La fame di Luca non si placherà, ne siamo certi. Né ora, né mai. Complimenti al nostro cannibale! Complimenti a tutti per questa grande stagione! Complimenti al Frosinone! Ed ora chiudiamo davvero per questa stagione. Da ora si pensa al Mondiale!
giovedì 5 giugno 2014
Emiliano: c'è un Rossi bravo e sfortunato anche qui
Due storie completamente diverse, vagamente analoghe, accomunate però dal cognome più diffuso d'Italia: Rossi. Il nostro signor Rossi, Emiliano, lo abbiamo purtroppo sempre accomunato poco con il suo illustre omonimo nel motociiclismo (che forse qualcuno se lo dimentica ma che resta uno dei più vincenti della storia). Il paragone, invece, calza invece molto di più con il Rossi più discusso del periodo, Giuseppe: caratterizzato anch'egli da un talento cristallino, Giuseppe Rossi, proprio come Emiliano, è però soprattutto famoso per la sua sfortuna. Per Giuseppe, protagonista del classico "caso pre-mondiale" dovuto alla sua mancata convocazione, la stagione è stata davvero iellata prima con l'infortunio ed ora con questa doccia fredda che è comprensibilmente difficile da digerire, soprattutto considerando che è la terza mancata convocazione importante dopo il Mondiale 2010 e l'Europeo 2012. Per Emiliano, i rimpianti riguardano il non aver concretizzato la stagione che, dati alla mano, è la migliore di sempre, con il record eguagliato in Serie A (2° posizione come nella stagione del debutto, dieci anni fa) e il record personale di punti. In poche parole, il digiuno di Emiliano, ancora alla ricerca dopo più che un decennio del suo primo titolo in questa lega, continua; e definirlo ormai un taboo o maledizione è quasi riduttivo. Il legame tra Emiliano e Giuseppe, però, non finisce qui. Tra loro, in questa stagione, c'è stata una grandissima empatia e vicinanza di sentimenti, essendo Emiliano il suo proprietario fantacalcistico. E come un padre, Emiliano ha gioito con Giuseppe ad ogni suo gol e sofferto per il suo lungo infortunio; un infortunio che ha fatto perdere il Mondiale a Giuseppe e, forse, lo scudetto ad Emiliano. Sono anche queste le storie del nostro fantacalcio. Quel che resta, comunque, è un grandissimo Emiliano che si conferma uno dei tre senatori sempre presenti in Serie A e, soprattutto, che torna a grandissimi livelli. Complimenti dunque a Emiliano, che con questo secondo posto è intenzionato a segnare la svolta nella sua carriera.
domenica 1 giugno 2014
Per Simone è una stagione eccellente!
Primo anno in Serie A, primo anno che ci si trova a far fronte col lavoro e la "lontananza" dalla propria squadra con tutti i problemi annessi dovuti al non poterla seguire con l'attenzione e il tempo dovuto. Insomma, c'erano tutti gli ingredienti perché questa stagione si trasformasse nella classica stagione della debuttante che come capita spetto qui in Serie A si deve accontentare di una fugace apparizione di un anno. E invece Simone ha dimostrato di che pasta è fatta, aggiungendosi al pian piano sempre più nutrito gruppetto di coloro che ce l'hanno fatta. Coloro, cioè, che arrivati dalla Serie B sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante nella massima serie e facendo compiere un nuovo ulteriore passo al processo di ricambio generazionale nella nostra lega. Partito alla grande, con il miglior punteggio alla prima giornata, Simone è stato visto in tutto il girone d'andata con un certo pessimismo, convinti che la sua discesa prima dal podio, e poi dalle posizioni più in vista della classifica ne facevano di lui un chiaro candidato alla retrocessione. E ammettiamolo, in molti di noi hanno proprio pensato che il destino avrebbe lui riservato proprio il ritorno tra i cadetti. A partire dal girone di ritorno, però, qualcosa è cambiato. E' avvenuto infatti il cambio di marcia; il cambio di marcia che Simone ha atteso con tanta pazienza e fiducia nei propri mezzi, convinto come è della sua forza e delle sue capacità. E così, senza fare proclami, Simone ha risposto a tutti noi con i fatti, conquistando ben presto il rispetto della sempre molto diffidente Serie A. La rimonta è culminata con uno splendido podio che ha messo in luce anche la cattiveria agonistica di Simone, che ha approfittato lucidamente e senza troppi pensieri del calo di Mario in questo finale di campionato, iniziato con l'appagamento per la vittoria in Coppa di Lega. Un podio che nonostante sia stato conquistato quasi furtivamente, è strameritato e va visto come il giusto simbolo della consacrazione di questo partecipante che, dopotutto, detiene un fantastico quanto incredibile record: è l'unico, in 6 anni di carriera, a non aver mai fatto peggio dell'anno prima. La sua carriera è una progressione costante, partito dalla misera settima posizione in Serie B e arrivato oggi a questo podio in Serie A. E chissà che il prossimo anno migliorerà ancora questo record: potrebbe davvero significare che si entra nella storia! Ma per ora, ovviamente, Simone pensa solamente a godersi il meritato riposo e questo podio strappa applausi. Complimenti!!
mercoledì 28 maggio 2014
La spedizione vincente di Mario arriva a Quarto!
Sempre vincente,sempre decisivo. Mario non ha vinto lo scudetto, il secondo di fila, ma nessuno in verità glielo chiedeva. Sapevamo che questa è un'impresa difficilissima da ripetere, impossibile da pretendere. Ma ciò non vuol dire che le aspettative e le pressioni su Mario non esistevano. Quel che da Mario ci si attendeva era una conferma sulle sue capacità di reggerte i ritmi della Serie A, di essere sempre presente lì dove si decidono i destini di una stagione, di essere, in breve, una big di questa lega. E questo Mario lo ha confermato.E' partito, dopo l'asta, un pò in sordina a dir la verità. Dopo cinque stagioni di altissimi livelli qualcuno ancora non scommetteva due lire su quella squadra sembrata troppo "abbordabile". Mario però, come sempre non ha sentito le voci in giro, ha abbassato la testa e lavorato sodo come lui sa fare, e da sempre ha fatto. Ha sgomitato per un anno nelle zone centrali della classifica, non perdendo mai di vista il podio; per molte giornate è riuscito anche a rientrarvi, divenendo persino il primo inseguitore di Luca, che lo ha guardato sempre con un certo timore; meglio, rispetto. Quando dal gruppone centrale Stefano e Massimiliano si sono pian piano allontanati, Mario ha capito che è con Emiliano e Simone che se la sarebbe vista per conquistare la seconda posizione. Nel frattempo, gli obiettivi di Mario erano diventati due, dal momento che è arrivata la possibilità di conquistare la prima Coppa di Lega della sua storia. Dovendo centellinare le energie residue, tra i due obiettivi Mario ha chiaramente preferito vincere il trofeo, missione riuscita grazie ad un sorpasso storico sul rivale Massimiliano, che ha così mancato di un soffio la vittoria del suo decimo trofeo. Mario ha lungamente festeggiato per la vitoria del suo sesto titolo in carriera (come Luca e Alessandro, che però di anni in lega ne hanno fatti molti di più!) e questo, indubbiamente ha costato caro nella volata per il campionato, dove per un soffio si è usciti dal podio. Peccato perché con il terzo posto la stagione si sarebbe definita a dir poco trionfale, ma in fondo va benissimo così. Mario ha dato comunque dimostrazione di essere uno dei più temibili rappresentanti di questa bellissima e competitivissima Serie A.
martedì 27 maggio 2014
Il quinto posto per Massimiliano è un mezzo fallimento
Può sembrare eccessivo parlare di fallimento per un quinto posto, ma l'onere e la responsabilità dell'essere dei campioni prevede anche questo: essere esaltati (ma neanche tantissimo) quando va bene, essere messi alla gogna quando va (ma neanche tanto) male. Ma dopotutto è lo stesso Massimiliano che non si nasconde, definendo lui stesso, questa stagione, un fallimento. E a vedere i numeri di Massimiliano, effettivamente, c'è da credergli, dal momento che era dal 2006 che in campionato non si faceva peggio. E c'è di più: in quell'anno, l'anno in cui iniziò l'incredibile ciclo di Max, si portò a casa la Coppa Italia, e scusate se è poco. Sono ormai due anni che Massimiliano non vince più un trofeo e la "decima" (il decimo trofeo) sta diventando davvero un'ossessione che, si spera, non duri 12 anni come accaduto per il Real Madrid. Il rischio è quello di perdere il feeling con il successo, l'appetito per le vittorie e, cosa ancor più grave, la convinzione e la forza nei propri mezzi. Con il passare del tempo arrivano in Serie A nuovi talenti che non hanno mai visto Massimiliano dominare e vincere alla sua maniera; non c'erano quando ha fatto il record imbattuto (e forse imbattibile) dei 2892 punti; non sanno cosa significa vedere vincere per quattro anni consecutivi sempre lo stesso partecipante. E non sapendo ciò, gli avversari perdono nei suoi confronti il timore reverenziale, meglio, la paura, che un pò contraddistingueva tutti noi quando ci trovavamo al cospetto dell' "animale". Insomma, che fine ha fatto Massimiliano? Lui promette che tornerà nuovamente il più grande di tutti. Noi sappiamo che non sarà facile e che, in un certo senso, dovrà ricostruire tutto da zero, a partire dalla mentalità. Ma se c'è una persona in grado di fare il brutto e il cattivo tempo (oltre a Luca)...fidatevi, quello è Massimiliano.
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